Single Digital Market: la nuova era digitale

Siamo abituati a pensare al mercato unico dell’Unione Europea come quel luogo in cui persone e merci possono circolare liberamente. Niente documenti per l’espatrio, nè dazi doganali. Ma da qualche tempo giustamente si è sentita l’esigenza di pensare e organizzare anche un mercato unico in chiave digitale: ecco cosa si intende per Single Digital Market.

Cos’è il Single Digital Market?

Il Single Digital Market è un luogo tutto digitale dove sia i privati cittadini che le imprese possano accedere con facilità al mondo online di beni e servizi.

Il presupposto del Mercato Unico Digitale Europeo è quello di creare reti più forti. Minori barriere e maggiori tutele. I consumatori devono sentirsi più tutelati e le imprese più fiduciose di oltrepassare anche i confini del vecchio continente. 

Lo scopo è quello di rafforzare la parte strettamente online della rete. Anche e soprattutto grazie a normative che possano potenziare la digitalizzazione, la circolazione di informazioni, l’interconnessione tra privati e imprese.

Il Single Digital Market nasce su tre pilastri e prevede ben 16 azioni. 

Primo Pilastro: accesso e circolazione più facile per cittadini e imprese

“favorire un migliore accesso ai consumatori e alle imprese ai beni e ai servizi online in Europa”

L’intento è di rendere sempre più intercambiabile lo scambio di prodotti e servizi che avviene offline con quello online.

Con il Single Digital Market questo dovrebbe essere possibile attraverso proposte legislative che operino in varie direzioni.

  • Maggiore tutela per i consumatori.
  • Semplificazione delle norma in materia di contratti transfrontalieri.
  • riduzione delle differenze tra i diversi regimi copyright per rendere anche i contenuti più accessibili.
  • Coordinamento delle norme in tema di diritto d’autore.

Secondo Pilastro: lo sviluppo delle reti digitali

“creare le giuste condizioni per lo sviluppo delle reti digitali e dei servizi”

Per farlo è necessario avere una regolamentazione adeguata che garantisca libera concorrenza, competitività. In questo modo si potranno anche più facilmente attirare nuovi investimenti che alimentino il mondo digitale. 

Ma soprattutto quello che è necessario è regolamentare e sviluppare le reti a banda larga ad alta velocità. Così facendo si facilitano e spronano gli investimenti.

Nonché una maggiore attenzione alla privacy e alla sicurezza informatica e alla conseguente responsabilità per tutto quello che riguarda i contenuti online.

Terzo Pilastro: la digitalizzazione delle imprese

“massimizzare il potenziale di crescita dell’economia digitale europea”

Con il Single Digital Market si vuole puntare anche a trasformare l’industria europea al fine di digitalizzarla e renderla così più attrattiva e competitiva. 

Per costruire al meglio questo pilastro le parole d’ordine è interoperatività e interconnessione, non solo per quanto riguarda i servizi essenziali che servono alle imprese (come trasporti ed energia). Per potenziare la crescita è necessario anche utilizzare strumenti di standardizzazione. Ad esempio mettendo in collegamento i registri delle imprese. O anche realizzando sistemi che possano facilitare, e dunque favorire, l’utilizzo di procedure di e-procurement e e-signature.

Da un punto di vista economico si stima che la realizzazione delle azioni previste del programma del Single Digital Market possano fruttare circa 415 miliardi di euro. 

Siamo tutti pronti alla nuova digital age. In realtà lo siamo già da un po’.

Ci tocca solo tenere gli occhi ben aperti perché il Mercato Unico Digitale Europeo può essere vantaggioso per tutti, ma quanta libertà sei disposto a cedere in suo nome?

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