La riforma del copyright in Europa. Francia ed Italia spingono sui contenuti

La riforma del copyright, di cui tanto si parla e che metterebbe in pericolo la nostra libertà d’informazione, è un nemico che proprio non vuol saperne di andare via. Sembra che per i piccoli editori ed i consumatori non ci siano altri alleati se non le associazioni. Qualcosa però si muove: Francia ed Italia, rappresentate dai rispettivi ministri alla cultura, non vogliono rinunciare. Scopriamo cosa bolle in pentola.

Una riforma del copyright al giorno d’oggi è la logica conseguenza al modo in cui i contenuti e le informazioni giungono da chi li ha creati a chi ne usufruirà. Le distanze che ci separano sono praticamente state annullate e questo ha reso più difficile tutelare il diritto d’autore. Far evolvere le leggi e le regole insieme al mondo che dovrebbero tutelare è giusto e nessuno lo mette in dubbio. Ma la nuova riforma del copyright, così com’è strutturata non è la giusta soluzione. Esiste delle alternative e Francia ed Italia se ne sono rese conto.

Riforma del copyright web: come funziona oggi

Allo stato attuale l’articolo 11 della riforma, quello che chiamiamo Link Tax non può essere visto come uno strumento valido. Al contrario sempre più persone pensano sia un tentativo maldestro di correre ai ripari su una questione che non si sa bene come affrontare o non si vuole affrontare perchè a qualcuno fa più piacere.

La norma però porta tutta l’attenzione sul difendere il diritto d’autore andando però a danneggiare la libertà d’informarsi dei consumatori e quella di informare di blogger e piccoli editori. La qualità e la quantità dei contenuti in rete non possono essere messe da parte però. Se ne sono accorti sia il nostro ministro Dario Franceschini che la sua collega Francese Audrey Azoulay.

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Italia e Francia si uniscono per dare valore ai contenuti ed al copyright

I due ministri hanno unito le forze per dire che la creatività va protetta, ma sopratutto incentivata.  L’accesso ai contenuti del web da parte dei consumatori non può essere limitato e questo può essere fatto senza tralasciare la tutela della creatività e del diritto d’autore.

Italia e Francia riconoscono nella riforma del copyright un primo passo verso la risoluzione del conflitto sul diritto d’autore in rete ma sono anche consapevoli di come il mercato dei contenuti in rete, specialmente nell’industria discografica si sia evoluto negli ultimi anni. Le leggi attualmente in vigore non sono riuscite a restare al passo; i modelli di business e condivisione dei contenuti che sono nati su internet ci mostrano che esiste più di un modo per rendere i contenuti accessibili a chiunque senza che a rimetterci siano colore che quei contenuti li creano come i blogger per esempio. I due ministri si sono soffermati maggiormente sui contenuti audiovisivi ma la filosofia alla base è applicabile pressocchè ad ogni contenuto.

I due paesi spingono fortemente per raggiungere 3 obiettivi:

  • Rendere facilmente accessibili i contenuti della rete;
  • Sostenere i giusti riconoscimenti per chi i contenuti li crea;
  • Offrire diversità di contenuti tra cui gli utenti possano scegliere.

Insomma la strategia su cui Italia e Francia vogliono puntare in materia di diritto d’autore è riuscire a creare la giusta armonia tra chi i contenuti li crea come per esempio i grandi editori, chi questi contenuti li distribuisce distribuisce e chi ne fa uso. Tutto questo tenendo conto di come il mercato si è evoluto e di come potrà evolvere.

Internet ed i contenuti che veicola non devono assolutamente diventare un’anarchia dove nessuno è davvero tutelato, ma non possono neppure diventare una dittatura dove i più forti non danno scampo ai più deboli. Per questo è fondamentale trovare il giusto sentiero per permettere mantenere la propria libertà di informare ed informarci senza che nessuno ne sia danneggiato.

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