Nasce un’Alleanza contro i pirati: il caso SET TV

Immaginare un mondo senza streaming, nel 2018, sarebbe impensabile. In Italia i diversi servizi (Netflix, Amazon) sono arrivati con ritardo ma sono arrivati, e anche qui sappiamo molto bene quanto possono condizionare la nostra vita e modificare il nostro tempo libero. Eppure negli USA questo sistema variegato di provider sembra minacciato: qui ti parliamo della minaccia di SET TV.

SET TV: cosa fa?

Come sappiamo, tutti i sovracitati servizi di streaming sono a pagamento. Che sia un piano familiare o per single, le quote vanno dai pochi euro a una manciata di decine di euro al mese, e su un anno si arriva a cifre discretamente alte, se pensiamo a un tipo di servizi di cui, fino a pochissimi anni fa, facevamo tranquillamente a meno. Ciò nonostante tutti noi paghiamo perché il trade off è favorevole: se possiamo guardare film, documentari e serie TV senza alcun limite, paghiamo volentieri la cifra prevista dal servizio che abbiamo scelto.

Negli Stati Uniti, però, da un po’ di tempo è arrivato Set TV, servizio di SET Broadcast, che offre una serie di servizi in abbonamento (di 20 dollari al mese) grazie ai quali è possibile accedere a una piattaforma di centinaia e centinaia di canali tv.

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In questo modo chiunque può accedere a migliaia di film, serie tv e programmi di varia natura, letteralmente violando il diritto d’autore e facendo arricchire i responsabili del servizio. Infatti, i diversi programmi sono tutti relativi alle offerte di Netflix, Amazon, Disney, Fox, Sony, Universal, Warner Bros e tanti altri produttori, che hanno deciso di unirsi nell’Alliance for Creativity and Entertainment (ACE) per contrastare SET TV.

SET TV: perché è una minaccia?

I contenuti offerti su SET TV sono piratati, e questo ha spinto i vari big dell’Entertainment televisivo a unirsi in questa curiosa Alleanza. È stata presentata una causa qualche settimana fa presso il Central District of California, cita la piattaforma SET TV, la quale non soltanto offre materiale protetto da copyright senza averne licenze, ma è accusata anche di farsi pubblicità pagando false recensioni.

Al momento pare che, caso di vittoria dell’ ACE, SET TV dovrebbe risarcire di 150 mila dollari ogni contenuto o programma piratato, oltre a dover chiudere i rubinetti dello streaming pirata.

Noi di Pocheparole siamo sempre per il rispetto del diritto d’autore e non possiamo che vedere di buon occhio un’eventuale vittoria dell’Alleanza: c’è da dire, però, che i Big dell’intrattenimento televisivo coinvolti, soprattutto se pensiamo a Netflix e Amazon, sono stati ampiamente criticati e ostacolati a loro volta quando stavano nascendo. SET TV viola il diritto d’autore e la causa è sacrosanta, ma ricordiamoci che la legislazione in materia è estremamente delicata nonché fluida, e non sappiamo se e quanto durerà la guerra contro i materiali piratati, perché potremmo starci muovendo verso un mondo in cui non esiste più il diritto d’autore. E queste battaglie, viste in quest’ottica, forse non hanno molto senso.

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