Piccoli editori digitali addio?

Le nuove norme sul copyright elimineranno per sempre i piccoli editori, una delle risorse più importanti per il nostro diritto all’informazione?

Non si contano più le associazioni che si dicono preoccupate a causa delle nuove norme sul copyright. Quelle più in allarme, ne hanno tutte le ragioni, sono quelle che rappresentano i piccoli editori. La nuova riforma di internet verrà approvata entro la fine del 2017, comprenderà norme che abbracciano gli e-commerce, la telefonia ed i provider di internet, ma maggiormente avrà un impatto devastante sul diritto d’autore.

L’articolo 11 della link tax logicamente è una manna dal cielo per i grandi editori. Le grandi realtà editoriali spingono con forza per vedersi riconoscere nuovi fonti di guadagno a partire da internet. Sono i piccoli editori ed i consumatori che invece verrebbero danneggiati da questo provvedimento a causa della sola soluzione che è stata proposta, l’ancillary copyright. Vediamo nello specifico cosa sta succedendo e a cosa andiamo incontro.

Ancillary copyright: come funziona

L’articolo 11 della manovra piace molto ai grandi editori che, vedono in esso la soluzione ai loro problemi sul copyright. Nessuno mette in dubbio che sia giusto proteggere i propri contenuti da chi se ne appropria senza scrupoli. Cercare però di farlo con l’ausilio dell’ancillary copyright non è davvero una soluzione. La tassa sui link obbligherà a pagare una fee al creatore di un contenuto ogni qualvolta quel contenuto venga:

  • condiviso;
  • linkato;
  • ripresentato anche parzialmente.

Questo va parecchio contro la filosofia di internet che può essere riassunta come: “guarda, ho trovato questa cosa che mi è piaciuta e credo la troveresti interessante o utile. Ti va di leggerla?

Il provvedimento danneggia un po’ tutti, anche i grandi editori. Questo è esattamente quello che è successo nei paesi in cui norme simili sono state già adottate. In Spagna Google Noticias è stato chiuso. In Germania i grandi editori dopo che Google ha smesso di linkare i loro contenuti, quindi l’affluenza di visite ai loro siti è diminuita spaventosamente, hanno fatto marcia indietro.

Perchè l’ancillary copyright danneggia sia i piccoli editori che noi consumatori?

La riforma sul copyright ha alla base alcune motivazioni che non hanno nulla di sbagliato. Per i grandi editori fare in modo di essere pagati per i propri diritti ausiliari significa di fatto tutelarsi da quelle persone che, copiano senza rimorsi i contenuti che trovano in rete senza neppure citare le fonti e con il solo scopo di guadagnarci.

D’altro canto però i grandi editori hanno scelto la via più semplice per risolvere il problema e la loro scarsa capacità di progredire insieme alla tecnologia; ignorando di fatto gli utenti della rete che si trovano ad essere vittime della fama di soldi. Infatti con l’entrata in vigore della norma:

  • Farebbe in modo di aggiungere ulteriori passaggi all’iter che porta una notizia dalla sua fonte a noi consumatori, allungando i tempi necessari ad informarsi;
  • Il nascere di nuove somme da pagare per un’azienda si riflette in un aumento dei prezzi per il consumatore finale.
  • I piccoli editori invece si ritroverebbero a dover pagare cifre proibitive che li costringerebbero a chiudere bottega e quindi a limitare la nostra scelta di fonti da cui informarci.

Vuoi continuare ad informarti liberamente? Firma la nostra petizione per impedire alla direttiva europea sull’Ancillary Copyright di non farci più condividere link online!

campagna adesione poche parole

Dobbiamo difendere il diritto ad informarci così come il copyright

A differenza di quello che vogliono farci credere la normativa così come è presentata ora non è per nulla l’unica soluzione esistente per tutelare il diritto d’autore. È chiaro come sia necessario stilare una normativa che sia univoca per tutti i paesi dell’Unione Europea, ma questo non può e non deve andare a discapito dei consumatori.

Cosa possiamo fare quindi per evitare che ci venga tolto il nostro diritto ad informarci? L’unica soluzione è far sentire la nostra voce e dire chiaramente che noi consumatori non siamo solo quelli a cui va venduto un prodotto, ma persone che abitano il web tanto quanto il mondo reale.

Ancillary copyright: come tutelarsi da chi vuole toglierci il diritto all’informazione

La normativa così com’è adesso al vaglio, è un vero e proprio pericolo per la nostra libertà di informazione e di divulgare quello di cui veniamo a conoscenza. Cosí come i grandi editori sentono la necessità di vedere riconosciuti i loro diritti in quanto creatori di un contenuto, noi sentiamo il bisogno di vedere riconosciuto il nostro diritto a poterci informare. La normativa può essere cambiata; per farlo serve l’impegno di tutti, basta aderire alla nostra petizione.

Vuoi continuare ad informarti liberamente? Firma la nostra petizione per impedire alla direttiva europea sull’Ancillary Copyright di non farci più condividere link online!

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