La scimmia, il selfie e il copyright: questione d’immagine e diritti d’autore

La scimmia, il selfie e il copyright sono più che sufficienti per scatenare una vera e propria questione d’immagine e di diritti d’autore.

Non stiamo parlando della canzone con cui Gabbani che ha vinto Sanremo nel 2017 e nemmeno del tormentone intitolato L’esercito del selfie, motivetti orecchiabili e piacevoli, ma di una vera scimmia, di un vero selfie e di una battaglia sul copyright.

Vieni a scoprirne di più?

La scimmia, il selfie e il copyright: immagini e diritti di autore

Prima di entrare nel vivo della storia sulla scimmia, il selfie e il copyright, ti ricordi del caso Navarro contro Procter And Gamble? La fotografa si accorse che alcune delle sue foto furono utilizzate in modo improprio. Il colosso commerciale non aveva rispettato le clausole e i tempi legati alla tutela dei diritti d’autore concordate in precedenza. Ne è scaturita una battaglia sul copyright legale simile a quella ingaggiata da un altro fotografo, per un selfie scattato da una vera scimmia.

La vicenda, riportata su Tech Economy, risale al 2011. Successe che il fotografo britannico David Slater, pubblicò sul suo blog il selfie involontario di una scimmia indonesiana. L’immagine fece il giro del mondo come il primo selfie animale della storia e determinò la rovina economica del fotografo. Perché? Perché la foto non fu scattata da Slater ma dalla scimmia. Quindi, tecnicamente, l’autore dell’immagine è una femmina di macaco. Viene da ridere, vero? Non per David.

La foto fu pubblicata e condivisa da Wikipedia come contenuto di pubblico dominio estromettendo il fotografo da eventuali guadagni su di essa perché, in quanto selfie di un animale, non tutelato dal copyright.

Il fotografo umano non la prende bene e ingaggia una battaglia legale contro Wikipedia. Il risultato è che il selfie della scimmia è ancora pubblica e condivisa mentre il proprietario dello strumento che l’ha realizzato è rovinato.

Vuoi continuare ad informarti liberamente? Firma la nostra petizione per impedire alla direttiva europea sull’Ancillary Copyright di non farci più condividere link online!

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La scimmia, il selfie e il copyright: morale della favola?

La morale della favola sulla scimmia, il selfie e il copyright sta tutta nella reazione poco creativa del fotografo.

David Slater ha preferito contestare la scelta di Wikipedia dichiarando che è stato gabbato due volte. La prima volta dalla scimmia, che gli ha rubato la macchina fotografica per scattarsi il selfie e la seconda volta dalla piattaforma digitale per aver reso di pubblico dominio un’immagine pubblicata sul suo blog.

Secondo quanto riportato su Tech Economy, il fotografo avrebbe dovuto sfruttare la notorietà indiretta derivata selfie della scimmia per creare altre immagini originali, invece di lottare per ottenere un risarcimento danni su uno scatto fortuito e involontario. Se per quanto riguarda il caso Navarro contro Procter And Gamble la denuncia della fotografa era legittima, per quanto riguarda Slater non proprio.

Nel primo caso, infatti, si è trattato di un abuso d’utilizzo delle immagini che, per contratto, dovevano essere usate per un certo periodo di tempo e in determinati contesti. Nel secondo, invece, si tratta di un’unica immagine priva, in effetti, di diritti d’autore proprio perché è il selfie di una scimmia e non lo scatto di un fotografo professionista.

Un’opera creativa, infatti, è tale perché progettata prima della sua realizzazione pratica e non è dettata dal caso o da una serie di coincidenze.

A meno che la scimmia non abbia pianificato il furto della macchina fotografica per farsi un selfie e beffe del fotografo.

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