Facebook e Youtube: il freebooting che viola il copyright

È ormai noto che Facebook è diventato il primo sfidante di YouTube nella diffusione di video online, al punto da arrivare a raggiungere 4 miliardi di visualizzazioni al giorno. Facebook però potrebbe essere responsabile della violazione di copyright – anche detta freebooting – o, almeno, i suoi utenti.

Moltissimi utenti lamentano di come molti video caricati su Youtube siano letteralmente “rubati” e caricati su facebook, dando vita a un nuovo termine, il freebooting. Questo avviene perché sul social blu non è garantita protezione del copyright, né è data la possibilità ai creatori di contenuti di guadagnare, sostiene George Strompolos, CEO della principale rete di YouTube Fullscreen.

Ironicamente, YouTube stesso è stato penalizzato per questioni di copyright: nel 2007, Google è stata citata in giudizio da Viacom per violazione del copyright per circa un miliardo di dollari. L’anno successivo, nel 2008, YouTube ha allora sviluppato Content ID, un sistema molto complesso per riconoscere i contenuti duplicati sulla sua piattaforma, offrendo dunque ai creatori di contenuti l’opportunità di segnalare e addirittura monetizzare i video rubati.

Per capirci, la piattaforma Content ID è costata ben 60 milioni di dollari, fruttando un miliardo di dollari ai creators! Un sistema che consente a tutti i creativi che postano su youtube di continuare a guadagnare anche quando qualcun altro “ruba” loro il materiale, per capirci, e quindi si macchia di freebooting.

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Su Facebook il procedimento è molto più lento, e sta ai creatori segnalare i contenuti rubati, aspettando le procedure di verifica dei reclami che come molti di noi sanno, sono molto lente e talvolta fallaci.

Strompolos continua così su Twitter e “Francamente sono scioccato dal fatto che un detentore dei diritti con tasche profonde non abbia ancora fatto causa“.

 

Insomma, se mai facebook dovesse superare YouTube, secondo Strompolos, dovranno accadere prima alcune cose: Innanzitutto, Facebook dovrebbe lanciare il proprio sistema di Content ID e offrire ai creatori l’opportunità di monetizzare.

Inoltre, serve migliorare la funzione di ricerca su facebook in modo che i video non dipendano soltanto dal feed, ma siano raccolti in un archivio consultabile. Strompolos suggerisce, ancora la necessità di un’app video dedicata e la necessità di avere codici embed funzionanti. Soltanto allora facebook supererà Youtube. Con buona pace del freebooting.

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