Condivisione libera di un link: spunta un “ma”

Hai presente quelle simpatiche immagini con gattini, cuccioli, piatti prelibati e non solo che compaiono sul web e sui social network? Spesso vengono utilizzate per attirare l’attenzione su link che rimandano a un articolo di approfondimento o a una pagina web specifica. Sono immagini con testo che nascono per essere letti, apprezzati, commentati, condivisi. Tuttavia c’è un però. C’è la possibilità, infatti, che ogni volta che condividerai uno di questi contenuti potresti commettere un’azione illegale e oggi ti spieghiamo perché.

Le conseguenze per l’utente quali possono essere?

Le conseguenze per l’utente per ora sono nulle. Quello che preoccupa è lo scenario che si delinerebbe in caso di approvazione della proposta di legge perché la condivisione di un link potrebbe essere considerata un’azione illegale.

Il problema è che la normativa non sembra aver valutato attentamente le tue esigenze a condividere i contenuti che trovi sul web e sui social network, per svago o per informarti su cosa succede nel mondo in generale. Ed è proprio pensando alle conseguenze che l’Ancillary Copyright può avere sull’utente che è nata la campagna #SaveTheLink.

La campagna #SaveTheLink e l’importanza della condivisione libera

La campagna #SaveTheLink nasce grazie a Julia Reda del Partito Pirata Europeie. Julia conosce bene il web, è il suo pane quotidiano e sa che la libera fruizione e condivisione dei contenuti è una se non LA caratteristica fondamentale del mondo digitale.

Il tipo di tassazione su cui si dibatte in Commissione Europea (la proposta di legge sull’Ancillary Copyright) vorrebbe introdurre sull’uso degli snippets potrebbe limitare la libera circolazione e fruizione delle informazioni online che si ha proprio grazie alle condivisioni su Facebook o da un social network all’altro.

Per questo motivo la campagna #SaveTheLink (e tutte le altre iniziative che stanno venendo fuori) chiede la riformulazione della legge attuale, secondo i seguenti punti:

  • tener conto dei diritti e dei doveri tutte le parti in causa. Il mondo digitale, infatti, ha dato il libero accesso non solo alle informazioni ma anche alle creazione delle stesse facendo di ogni utente attivo, il primo editore di sé stesso;
  • valutarne l’applicazione anche al di fuori dei confini tedeschi. La legislazione in materia di copyright, infatti, è ampia e complessa e il campo di applicazione delle normi inerenti varia da paese a paese;
  • preservare il libero accesso alla produzione e fruizione dei contenuti online.

Di base, la campagna #SaveTheLink riconosce e non contesta il bisogno di tutelare i guadagni degli editori e i diritti degli autori ma sottolinea e ricorda che si sta vivendo una vera e propria rivoluzione digitale in cui l’utente – un lettore come te – ha un ruolo non indifferente.

La rivoluzione digitale sta nella libertà di poter condividere immagini e informazioni. Se questa dovesse “diventare illegale” verrebbero meno anche le possibilità di poter imparare e crescere attraverso il web.

Secondo te, è possibile che questo scenario si realizzi? Che ne pensi?

2 Commenti

  1. Personalmente penso che l’apologia di ideologie lesive dei più elementari diritti umani deve essere perseguita, come il bullismo e le volgarità non richieste. Anche le regole sul dialogo civile dovrebbero essere più severe. Ma per tutto il resto sono d’accordo senza riserve, chiunque dovrebbe essere libero di esprimersi ed informarsi con la massima libertà, questo è uno strumento di comunicazione e conoscenza molto potente, capace di connettere larghe fasce della popolazione mondiale in breve tempo, al riparo dalle omissioni e, a volte, mistificazioni dei media, secondo me può rendere l’umanità migliore e più unita, quindi deve essere correttamente gestito, ma restare libero da eccessive limitazioni.

    1. Siamo perfettamente d’accordo con te, imparare a convivere con le opinioni degli altri significa ascoltare, dialogare e rispettare l’altro. Massima libertà sì a condizione che si rispettino gli altri, possibilmente senza turpiloqui: anche quando siamo noi a ricevere attacchi, rispondere con gli stessi toni non aiuta nessuno. Meglio ignorare gli “haters” e i “troll”, non trovi?

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