Facebook acquista Source3: i contenuti saranno più protetti?

Facebook compra Source3. Mark Zuckerberg sempre più lungimirante: grazie alla startup newyorkese, si impegna a pagare i proprietari di contenuti online.

E’ ufficiale: l’inventore di Facebook è sempre un palmo avanti ai suoi avversari (che poi, effettivamente, ne ha?). Stavolta la genialata riguarda espressamente il copyright: Facebook, infatti, nelle scorse settimane ha acquistato la newyorkese Source3. Questo software ha un algoritmo in grado di identificare l’uso improprio dei marchi. Insomma, una killer app a favore dei produttori e proprietari dei contenuti online. Non solo, l’acquisto della startup Source 3 da parte di Facebook segna il definitivo interesse del social nei confronti della tematica del copyright.

Facebook tenta di arginare (anche) la pirateria

Facebook, con l’acquisto di Source3, diventa di fatto paladino del copyright e ha la mira di creare un sistema dove i produttori di contenuti possano essere in grado di guadagnare da quei contenuti. Già con la creazione dei branded contentFacebook dichiara

Definiamo i branded content come contenuto di creatori o di publisher che nasce da una partnership commerciale o è comunque influenzato da un brand esterno per uno scambio di valore (economico e non). Le norme richiedono ai creatori e agli editori di contenuto di specificare i loro partner commerciali nei contenuti nei quali questi vengono coinvolti.

I contenuti sponsorizzati possono essere riconosciuti attraverso la dicitura “paid” all’interno del post. I creatori e gli editori, inoltre, sono responsabili del rispetto di tutte le norme pubblicitarie pertinenti ai loro mercati d’azione (inclusa la fornitura di informazioni necessarie per indicare la natura commerciale del contenuto pubblicato).

Le pagine che desiderano utilizzare lo strumento branded content devono seguire le regole, segnalando la parnership commerciale nei loro post.

Insomma, la posizione di Facebook sui contenuti sponsorizzati a pagamento è chiara: bisogna seguire le regole, dichiarare che è un contenuto creato con fini commerciali ed amen. Ora chiarito che Facebook sta dalla parte di chi è chiaro nelle proprie intenzioni, si entra nella zona grigia ovvero come facciamo a far andare d’accordo fine commerciale e rispettare il copyright del contenuto. Sembra, per la commissione europea, un argomento davvero importante, tanto da rischiare di imbavagliare il web con una link tax e con procedimenti che definiscono nuove norme per il copyright non proprio felici né per gli editori, né per lo scenario che potrebbe venirsi a palesare, né – ancora – per le conseguenze trasversali che potrebbero ricadere sui consumatori.

Vuoi continuare ad informarti liberamente? Firma la nostra petizione per impedire alla direttiva europea sull’Ancillary Copyright di non farci più condividere link online!

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Creatori di contenuti, Facebook vi aiuterà!

Come risolvere, allora, prima di poter pagare i creatori di contenuti e creare per loro un sistema per poter produrre delle campagne che rendano remunerativi i loro contenuti? Semplice, la risposta è l’acquisto di Source3 che – integrata con gli altri sistemi ed algoritmi di cui Facebook è già in possesso – risolverà parte del problema.

source3

Si parla di riconoscimento, organizzazione ed analisi dei contenuti prodotti dagli utenti (conosciuti anche come UGC, user generated content) e della loro proprietà intellettuale. Questo è il compito affidato a Source3 che – suddivisi i contenuti in macro-aree – musica, sport e moda, ad esempio – segue le tracce del contenuto e del suo padrone garantendo il rispetto del copyright con un controllo incrociato tra diritti del possessore e di chi ne ha fatto un uso o meno legale rispettando i termini degli accordi proposti dal possessore.

Source3 risolverà il problema? Secondo la sottoscritta forse, secondo Wired (trovi qui l’articolo completo sull’argomento) potrebbe. Vediamo cosa succede!

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