Dottor Internet e il caso del Copyright: fidarsi o non fidarsi?

“Dottor Internet, ho uno strano malessere. Cos’ho? Cosa devo fare?”

Una volta, in queste situazioni, prendevi il telefono per prenotare una visita dal medico. Ora, come ti abbiamo illustrato, prendi il telefono e. per prima cosa, ti affidi al web.

Dalla ricerca all’autodiagnosi fino all’autoprescrizione della ricetta il passo è breve.

Il grande escluso è il dottore che avresti dovuto chiamare, perché è più comodo fidarsi del web piuttosto che rivolgersi al medico di famiglia.

Metafora del Dottor Internet a parte, bisogna fidarsi o non fidarsi del web?
Proviamo a capirci qualcosa.

Il dottor Internet, i social e la medicina specialistica: fidarsi o non fidarsi?

Internet è diventato una dimensione parallela all’interno del quale condividiamo interessi, momenti quotidiani, chiacchiere su qualsiasi argomento. Siamo così immersi nel digitale che non distinguiamo l’amico dal dottore e prendiamo per buona ogni informazione offerta.

A causa del proliferare di bufale e fake news, pensiamo di aver ogni tipo di conoscenza, anche medica, a portata di click.

Non funziona così e il fidarsi del Dottor Internet mette i dottori veri nella spiacevole situazione di curare pazienti che già si sono fatti un’autodiagnosi, in barba a visite e analisi mediche.

Secondo una ricerca del SIN – Società Italiana di Neurologia, la cultura digitale che si sta formando e che non sembra conoscere crisi porta a scambiare Internet per un Dottore di cui, se ci pensi bene, non conosciamo il percorso di studi e di ricerca, le competenze, le qualifiche, la faccia. In pratica, sappiamo tutto del contenuto ma non di chi l’ha scritto e finiamo per confondere le due cose e condividerle per certe.

Ci sono dei confini nel rapporto medico – paziente che non vanno superati perché le conseguenze dell’autodiagnosi porta a seguire terapie che invece di guarire, peggiorano il malessere iniziale. Questi confini, con l’avvento dei social in cui tutto sanno tutti e tutti sono amici, sono pressoché annullati e difficili da definire.

La maggioranza dei medici che abitano il mondo online si limita a cercar di tutelare la salute dei loro pazienti consigliando di visitare siti attendibili e di diffidare di quegli spazi che diagnosticano malattie inesistenti o prescrivono ricette magiche.

Con questo, non è che neurologi e specialisti vedono nel web la causa di tutti i mali. Quello che rilevano o è un eccesso di fiducia o, semplicemente, di fiducia mal riposta. Condivisa senza approfondire con chi di competenza.

Vuoi continuare ad informarti liberamente? Firma la nostra petizione per impedire alla direttiva europea sull’Ancillary Copyright di non farci più condividere link online!

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Dottor Internet e la legge del Copyright: che ne sarà di siti e notizie a carattere medico

Il web non fa le veci del Dottor Internet ma è un immenso e sconfinato contenitore di informazioni alla quale tutti, finora, hanno avuto accesso e che hanno condiviso liberamente.

Se però la legge del Copyright passerà, così come è stata formulata agli inizi di questo rocambolesco percorso normativo e legislativo, cosa ne sarà dei siti e delle notizie a carattere medico e non?

La ricerca del SIN ha messo in luce anche il lato buono del web. Specialisti e neurologi consigliano di non fidarsi del web ma, d’altro canto, non discutono sull’utilità dei device digitali che utilizzano, per mantenere i contatti o per aggiornarsi sulle ultime pubblicazioni scientifiche.

App o dispositivi indossabili, come il braccialetto elettronico che ha fatto tanto scalpore per il caso Amazon, sono ormai riconosciuti come strumenti utili per monitorare l’attività fisica e i parametri vitali di un paziente in terapia e contribuiscono ad agevolare il percorso di guarigione anche nel mondo reale.

Unico punto debole di questa visione del mondo digitale, a metà tra il fidarsi e il non fidarsi, sta nella tendenza a non divulgare studi e scoperte scientifiche. Studi che, seguendo le logiche della divulgazione e libera condivisione, risulterebbero utili e veramente affidabili se fossero accolti e pubblicati su siti attendibili, gestiti e consigliati da luminari della scienza invece che finire in bui e polverosi scaffali accademici.

Se la legge del copyright dovesse passare e diventare esecutiva, le notizie su medicina e dintorni sparirebbero eliminando il problema dell’eccessiva fiducia del Doctor Internet ma penalizzando anche le buone pratiche di divulgazione e di uso accorto degli strumenti offerti dal mondo digitale.

Alla fine, di chi o di cosa varrà la pena fidarsi?

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