Cyberbullismo: a che punto siamo?

Cyberbullismo: via libera alla legge per contrastarla e punti principali

Il cyberbullismo e il bisogno di un regolamento per riconoscerlo e arginarlo si fa più incalzante nel mondo digitale. Un fenomeno che cresce e si alimenta mescolandosi alle opportunità offerte dal web come:

  • la velocità d’accesso alle informazioni,
  • l’annullamento delle distanze geografiche grazie ai social network,
  • la facilità d’utilizzo degli stessi social network come strumenti di comunicazione e condivisione.
  • questo rischio si fa sempre più consistente e dilagante.

Ti domandi mai perché metti un like o uno smile arrabbiato a un post su Facebook?

Probabilmente lo fai perché quel contenuto ha attirato la tua attenzione ma sappi che anche una reaction o una condivisione può scatenare conseguenze impensate fino a entrare nelle dinamiche del cyberbullismo.

L’impossibilità a fermarsi per rielaborare con calma su ciò che scorre online determina, infatti, un’azione compiuta senza aver messo in conto che essa può portare a delle conseguenze, sia positive sia negative.

Scritto questo, a che punto siamo con il cyberbullismo?

Cyberbullismo e la legge approvata e pubblicata sulla Gazzetta

Cosa si può fare per combattere il cyberbullismo? Questa è la prima domanda che faresti per far sì che siano tutelate le opportunità offerte dal digitale. Prima di cercare la cura a un problema, bisogna per capirne prima la sua natura.

Sono molti i contenuti e le iniziative che spiegano cos’è il cyberbullismo. Iniziative che mettono l’accento su un’educazione digitale che deve partire da scuole e famiglie, senza dimenticare il ruolo e il supporto che possono dare psicologi preparati e qualificati.

Ora, come riportato sulla Gazzetta, è nata una legge contro il cyber bullismo.

La legge, proposta dalla senatrice del PD Elena Ferrari, non ha avuto vita facile. Dopo varie letture, riletture e modifiche ha finalmente ottenuto il via libera. Perché non ha avuto vita facile? Perché prima di rendere esecutiva l’applicazione della norma è importante avere un quadro completo della situazione, dei soggetti in campo e di come operano nel mondo digitale.

Una delle fonti più critiche del dibattito si concentrava su chi fossero i destinatari dei provvedimenti proposti. All’inizio, forse seguendo una mentalità che vede il cyber bullismo come una “ragazzata”, la tutela e la punizione era rivolta solo ai minorenni. Solo in un secondo momento è stata aggiornata per inserire anche chi avesse raggiunto e superato la maggiore età.

Cyberbullismo: i punti principali della legge approvata

Una volta superato il dibattito, la legge contro il cyber bullismo è stata approvata chiarendo i suoi punti principali che riguardano l’identikit del cyberbullo e le azioni che caratterizzano il bullismo telematico. Quali azioni? Queste:

  • l’adozione di comportamenti volti a calunniare, perseguitare e umiliare un individuo di fronte al suo gruppo di appartenenza,
  • il trattamento illecito di dati personali come il furto d’identità e
  • la diffusione di contenuti al fine di ridicolizzare, sbeffeggiare e isolare.

Se la vittima di cyberbullismo ha compiuto i 14 anni di età (su Facebook, ad esempio, bisogna avere almeno 13 anni per iscriversi) è possibile fare istanza di oscuramento, rimozione e blocco dei contenuti deleteri diffusi sui social. Entro 48 ore dalla richiesta.

Infine e con l’approvazione del Ministero dell’Istruzione, la legge ha dato il via all’istituzione di un tavolo tecnico dove verranno definite le linee guida da adottare a scuola per prevenire il cyberbullismo e incentivare la collaborazione tra:

  • insegnanti,
  • famiglie,
  • forze dell’ordine,
  • associazioni e
  • centri di aggregazione giovanile.

Perché l’unico modo per impedire il cyberbullismo è, appunto, unire le forze per contrastarlo e per impedire che attecchisca prima che si manifesti.

E tu, sei dello stesso parere?

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