Copyright: ma è lo stesso articolo che ho già letto!

Ti è mai capitato di pensare: – Dov’è il copyright quando serve? Questo articolo l’ho già letto da qualche parte. Sicuramente è stato copiato! – Basta una frase o il modo in cui sono disposte le parole per gridare al plagio ma ci si rasserena quando, subito dopo, compare la menzione alla fonte che ha fatto da principio ispiratore per il vecchio e nuovo contenuto che scorre sotto i tuoi occhi.

La menzione alla fonte è una pratica buona e giusta che però potrebbe essere limitata dall’Ancillary Copyright. Detto questo, da cosa si può capire che un articolo riprodotto non rappresenta una violazione del copyright?

Il copyright in Italia: paese che vai, legge che trovi

In Italia la legislazione in tema di copyright e sua violazione è racchiusa nella legge n. 633 del 1941 e tutela non solo l’opera ma anche il suo uso (esclusivo) a fini economici da parte di autore e editore. Una legge molto corposa che raccoglie la bellezza di 206 articoli, in totale. Per avere un’idea di quali opere sono soggette a tutela del copyright in Italia, ecco un estratto dell’art. 2:

  1. le opere letterarie, drammatiche, scientifiche, didattiche, religiose, tanto se in forma scritta quanto se orale;
  2. le opere e le composizioni musicali, con o senza parole, le opere drammatico-musicali e le variazioni musicali costituenti di per sé opera originale;
  3. le opere coreografiche e pantomimiche, delle quali sia fissata la traccia per iscritto o altrimenti;
  4. le opere della scultura, della pittura, dell’arte del disegno, della incisione e delle arti figurative similari, compresa la scenografia;
  5. i disegni e le opere dell’architettura;
  6. le opere dell’arte cinematografica, muta o sonora, sempreché non si tratti di semplice documentazione protetta ai sensi delle norme del Capo V del Titolo II;
  7. le opere fotografiche e quelle espresse con procedimento analogo a quello della fotografia sempre che non si tratti di semplice fotografia protetta ai sensi delle norme del Capo V del Titolo II;
  8. i programmi per elaboratore, in qualsiasi forma espressi purché originali quale risultato di creazione intellettuale dell’autore. Restano esclusi dalla tutela accordata dalla presente legge le idee e i principi che stanno alla base di qualsiasi elemento di un programma, compresi quelli alla base delle sue interfacce. Il termine programma comprende anche il materiale preparatorio per la progettazione del programma stesso.
  9. le banche di dati di cui al secondo comma dell’articolo 1, intese come raccolte di opere, dati o altri elementi indipendenti sistematicamente o metodicamente disposti ed individualmente accessibili mediante mezzi elettronici o in altro modo. La tutela delle banche di dati non si estende al loro contenuto e lascia impregiudicati diritti esistenti su tale contenuto.
  10. Le opere del disegno industriale che presentino di per sé carattere creativo e valore artistico.

Se vuoi sapere di più su come funziona il copyright in Italia, ti consigliamo di leggere il documento integrale riportata su Interlex, rivista online su diritto, tecnologia e informazione.

Copyright: come funziona sui contenuti online?

Andando nello specifico e per capire come condividere i contenuti online senza incorrere in rischi legali, è bene conoscere e rispettare le regole. Su la legge per tutti, questo articolo fornisce informazioni utili per non violare il copyright.

La ripubblicazione di un articolo su altre riviste è possibile ma c’è un ma! Non basta menzionare l’autore, bisogna avere anche il suo consenso scritto. Si tratta di una parziale cessione dei diritti stipulato tra le due parti a scopo puramente divulgativo e non di lucro. Tale pratica non deve diventare un’abitudine o meglio, non va abusata.

Anche le citazioni tratte da film e libri e condivise sui social network sono soggette a tutela del copyright. Si possono usare liberamente, se inserite in un contesto specifico che favorisce il confronto e la discussione e senza percepire compensi. Sugli articoli e sui contenuti caricati online dalle pubbliche amministrazioni c’è più libertà di utilizzo, fruizione e condivisione, anche a scopo commerciale, l’importante è non dimenticare mai e poi mai di verificare la presenza o meno di licenze d’uso e di citare la fonte di riferimento.

Se nei canali tradizionali si segue la via della documentazione scritta e degli accordi tra riviste e prodotti editoriali accertati e riconosciuti, nei canali digitali la procedura cambia. Quest’ultima segue la pratica del content embedding collegata a sua volta da un sistema di feed, aggregatori di notizie, che cercano e raccolgono le informazioni che fluiscono online.

Informazioni che non vengono riportate pari pari da un’altra parte ma rimandano all’indirizzo (url) prodotto dal contenuto rinvenuto. In questo caso, non sono necessarie concessioni da parte del proprietario ma è qui che si concentra l’Ancillary Copyright o link tax (tassa sui link) le cui norme sul diritto d’autore stanno cambiando, modificando anche la tua vita.

Per questo ti consigliamo di firmare la petizione, per continuare a condividere e fruire liberamente delle informazioni che viaggiano veloci online.