Copiare su Internet: si può fare o no?

Copiare su Internet si può fare? Sì e si chiama embedding: una tecnica diffusissima, come copiare dal compagno di banco e prendere un buon voto. Hai presente quando cerchi una notizia online e trovi la stessa sui primi 5 o 6 siti dei risultati di Google? Ecco, si copiano a vicenda o che cosa? Sì, condividono lo stesso contenuto. Scopriamo perché dovrebbe essere legale e come è possibile trovare notizie di prima mano e non sempre la solita roba trita e ritrita.

Il copyright (ovvero la parte della legge che TUTELA – ricorda questa parola – i contenuti e chi li produce) dovrebbe proteggere anche chi copia ed incolla i testi, le foto e le immagini online. Partendo da questo la domanda sorge spontanea: come è possibile che sia “legale”?

La risposta si chiama embedding e vale (parrebbe) solo sul digitale. In parlamento Europeo si sta discutendo di una regola per limitarne l’uso.

Approfondisci la tematica dell’ancillary copyright.

Insomma, c’è copia e copia anche nel virtuale. Scopriamo come funziona copiare da altri siti.

Copiare da altri siti: la tecnica embedding

L’embedding non è l’altro che (letteralmente) incorporare i contenuti di un’altra pagina web (testi, immagini, video) all’interno della propria. Copiare contenuti da altri siti dovrebbe infrangere il copyright su internet eppure… Eppure, si fa. Copiare articoli blog è una delle pratiche più diffuse tra i siti di notizie, ad esempio. Ci sono, però, delle “attenuanti”.

Quando includi un contenuto (video o immagine o testo che sia) all’interno di un’altro siti – magari persino citando la fonte – stai violando il copyright? Nì. La Corte di Giustizia dell’Unione Europea ha dichiarato la pratica dell’embedding  legale e non richiede l’esplicita autorizzazione del proprietario e creatore del contenuto stesso. Perché? Perché quest’ultimo, caricando il video su un sito pubblico, ha automaticamente ceduto i diritti sul contenuto stesso permettendone il libero accesso e la condivisione. L’unica regola da rispettare è quella di non modificare in alcun modo il contenuto estratto. In questo caso sì, si ha una violazione del copyright.

Quindi, se Repubblica.it o il Messaggero si chiedono come copiare e incollare un post di Facebook dal tuo profilo privato e lo fanno non commettonno reato. Diventa interessante il discorso, vero?

Succede anche per le immagini, lo sapevi? Approfondisci qui.

Copiare su Internet: e se non si potesse più fare?

Molti siti web e testate giornalistiche minori vivono grazie a questa tecnica e ai servizi che mettono a disposizione questa tipologia di contenuto (pensa a YouReporter, ad esempio). Se non si potesse più praticare l’arte di copiare su internet, questi piccoli portali ne soffrirebbero e non potrebbero più nemmeno produrre quel materiale esclusivo che li motiva ad andare avanti.

Per il momento l’embedding, per quanto “sbagliato” eticamente permette – bene o male – di diffondere contenuti molte volte anche molto buoni e a noi utenti fa comodo, diciamolo. Risulta molto comodo stare online, sullo stesso  portale ed avere tutto quello che ci piace e ci serve. Spesso non ci chiediamo nemmeno da dove arrivi una notizia o se sia persino veritiera. In quel caso, come si fa?

Leggi il nostro articolo su come scoprire se la notizia che stai leggendo è una bufala.

L’embedding è un esempio di copiatura ha “quasi” un valore divulgativo: possono farlo tutti (con i dovuti accorgimenti) e fa in modo che contenuti vengano diffusi e che arrivino a persone che magari non avrebbero mai letto il contenuto. 

Se credi che la libertà di condivisione (e, qualche volta, anche di “copiare da altri siti”) sia in pericolo e vuoi fare qualcosa per cambiare la situazione, firma la petizione che stiamo portando avanti e condividila con chi conosci!

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