Ancillary Copyright: chi viene danneggiato?

Ancillary Copyright: quando si parla di parole – poche o tante che siano – si rischia sempre di ledere qualcuno, in un modo o nell’altro.

Spiegami meglio cos’è sta roba qui

La proposta di legge avanzata dal governo tedesco in Commissione Europea di cui si parla da diverso tempo è uno di quegli esempi in cui un bene superiore (il riconoscimento di un diritto di un editore di avere un pagamento se qualcuno utilizza in modo parziale i suoi contenuti) si scontra con la logica della libera condivisione del web (quando un sito utilizza quei contenuti per “annunciare” i tuoi contenuti ti sta portando traffico). Così come Troisi si sentiva annunciare da Gabriele – l’angelo un po’ sciocco del quadretto comico conosciuto come L’Annunciazione.

Il principio su cui si basano i business di tantissimi siti è proprio questo: annunciare il contenuto di un secondo sito (ritenuto autorevole) e convogliare il proprio traffico su quest’ultimo. Spesso questo avviene – come nel caso di Google News o dei più conosciuti  Kataweb o Libero.it – tramite aggregatori di informazione. Sono quei siti che, nel pieno spirito di condivisione della rete, condividono una serie di anticipazioni di altre piattaforme online come magazine, quotidiani o portali d’informazione offrendo a questi il proprio traffico di utenti che fanno una specifica richiesta digitando nella barra di ricerca oppure – altra tipologia – semplicemente offrono notizie e contenuti “freschi di giornata”.

Se offro traffico costruendo la risposta alla domanda (diretta) dell’utente attraverso “l’anticipo” di una parte del tuo contenuto – consistenti, spesso, davvero in poche righe o poche parole addirittura – ti sto creando un danno o un beneficio? La domanda è complessa e più volte, all’interno del nostro progetto, abbiamo cercato di analizzare le diverse posizioni. La risposta è nell’interpretazione che ognuno di noi dà alla concezione di diritto, di condivisione e soprattutto del grado di libertà di espressione che concederebbe all’altro.

Succede in Spagna, in Germania ma in Italia che pericoli corro? 

In Spagna ed in Germania, in Belgio: ogni paese ha reagito a modo suo, con conseguenze differenti for country. Insomma, ogni persona, consumatore, utente o editore potrebbe essere lesionato per certi versi e premiato per altri. Quello di cui discutiamo è “se dovesse passare questa direttiva, io-consumatore che rischi corro, verrò danneggiato?”. La risposta è nì: magari non vengo danneggiato in modo diretto (non verranno sotto casa come se parcheggi in seconda fila a ritirarti la macchina) ma saranno numerose le implicazioni sulla fruizione quotidiana dei contenuti.

Ad esempio, in Spagna l’applicazione di questa tipologia di ha fatto sì che Google Noticias lasciasse le calde coste della penisola per non tornare (per il momento) mai più. Cosa significa per gli utenti spagnoli e per i portali di informazione e compagnia cantante? Che, fondamentalmente, non possono più godersi le notizie in modo personalizzato ma devono andare a cercarle “a manina”.

In Germania, invece, che cosa è successo quando si è provato ad applicare la direttiva? Semplicemente che si è creata una situazione nella quale il governo ha tentato di imporre a Google and co. (centrano anche social media e portali come TripAdvisor, per interderci) il pagamento di una royalty agli editori per la pubblicazione parziale dei loro contenuti (escludendo, però, gli snippet).

Insomma, chi ha ragione viene da chiedersi!

Ancillary Copyright: effettivamente chi viene danneggiato?

Quando si approva una direttiva simile a questa, il danno non è mai diretto sul consumatore ma sarà sicuramente laterale (per quanto rischiare di non poter più condividere sul proprio profilo social le notizie oppure un contenuto divertente come un meme non si chiama proprio pericolo laterale, ma dipende sempre dal punto di vista da cui si guarda la cosa).

  • si rischia un calo del traffico web: gli aggregatori di news e gli altri non darebbero più visibilità a quei piccoli editori che invece ricevono tanto traffico da piattaforme come queste;
  • si limiterebbe molto il tasso di innovazione: se non circolano le idee, come si creano nuove sinergie?
  • l’esperienza di fruizione delle notizie calerebbe notevolmente, peggiorando anche la qualità dei contenuti editoriali.
  • i giornalisti rischierebbero di non poter vendere i propri articoli ad altre piattaforme (oggi molti giornalisti sono veri e propri freelance, si tratterebbe quasi di limitare il mercato del lavoro?).

Questi sono solo alcuni dei diritti che verrebbero limitati se dovesse passare questa legge. Ovviamente, queste sono supposizioni in uno scenario che – forse fortunatamente – ancora non si è manifestato.

Mondo aderiscano all’iniziativa, come comprare viagra farmacia il cui obiettivo era quello di lanciare una campagna di comunicazione. Viagra soft tabs comprare fare importa dosaggio dopo quando fa effetto il cialis diovan bambino 46 kg sistema acquisto viagra extra.

Tu rifletti e decidi se firmare o meno la nostra petizione che aspetta soltanto la tua opinione! 🙂