Uso illecito d’immagine: il caso del David di Michelangelo

Posted on 22 Gen 2018
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L’uso illecito d’immagine non riguarda solo imprese e foto pubblicitarie ma anche i beni culturali.

Cosa vuol dire uso illecito delle immagini?

Semplicemente, prendere un’immagine, condividerla e guadagnarci senza rispettare le regole del copyright.
Di violazioni, in questo senso, ce n’è l’imbarazzo della scelta. L’ultima riguarda un giovane alto tre metri che si lascia contemplare dal suo seguito di ammiratori da più di cinquecento anni, il David di Michelangelo.

In che cosa consiste questa violazione? Scopriamolo.

Uso illecito d’immagine e il David di Michelangelo: il confine sottile tra condivisione e violazione

È accaduto nel dicembre del 2017: il Tribunale di Firenze ha mosso causa contro un’agenzia di viaggi per uso illecito d’immagine del David di Michelangelo e ha vinto. Questo dimostra che c’è un confine molto sottile fra libera condivisione e violazione del copyright di opere sotto la tutela del Ministero dei Beni Culturali.

Tempo fa ti abbiamo raccontato qualcosa sulla Libertà di Panorama, Wikipedia e se si possono fotografare gli spazi pubblici. Il fatto che si possa fare una copia di questo o quell’edificio storico per documentare il passaggio di un turista o visitatore, questo non vuol dire che l’edificio stesso non sia protetto dalla legge del copyright. In questo senso, la causa che riguarda il David e l’agenzia di viaggi è simile.

A essere punibile per legge non è la riproduzione di immagini per conservare, condividere e fruire del ricordo di una bella esperienza. A essere punibile per legge è l’uso dell’immagini a scopi commerciali, senza avere alle spalle l’esplicita autorizzazione dell’ente che si occupa di tutelare l’opera artistica.

Riassumendo, questo è quanto è accaduto con il David di Michelangelo e spiegato in un post su ArtTribune.

L’uso che l’agenzia di viaggi ha fatto dell’immagine del David costituisce, infatti, un illecito.

Perché? Perché il fine era di usare, a costo zero, la riproduzione di un’opera d’arte dal valore inestimabile per pubblicizzare i servizi dell’agenzia con il rischio di non invitare le persone a vedere con i propri occhi l’opera così riprodotta e divulgata.

L’uso illecito d’immagine sta nella risposta alla domanda: “A che serve andare a vedere il David di Michelangelo se l’ho già visto all’agenzia che mi ha organizzato il viaggio a Firenze?”.

Vuoi continuare ad informarti liberamente? Firma la nostra petizione per impedire alla direttiva europea sull’Ancillary Copyright di non farci più condividere link online!

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Uso illecito d’immagine tutelato come bene culturale: la nascita di un precedente

Il David di Michelangelo fa parte di quei beni culturali a cui tutti hanno libero accesso e fruizione ma questo non vuol dire che si possa fare della sua immagine l’uso che si vuole.

Sempre secondo quanto riportato su ArtTribune, la causa intentata dal Tribunale di Firenze crea un precedente che:

  1. dimostra che un copyright sulle opere d’arte esiste e va rispettato,
  2. l’applicazione delle norme del copyright valgono nel momento in cui i presupposti che indicano la violazione stessa ci sono tutti.

Un precedente che, indirettamente, suggerisce di rimanere informati sul tema del copyright digitale. Situazioni potrebbero verificarsi anche nel mondo digitale, nei contenuti che raccoglie e nel modo in cui questi contenuti vengono distribuiti.

Un precedente che porta a un bivio e ti invita a chiederti dove si andrà a finire. Verso un nuovo tipo di condivisione che rispetti tutto e tutti o verso un tipo di cultura del digitale che non conosce i diritti d’autore e sue ramificazioni?

Se non si vuole rischiare qualche multa salata, da condividere per i prossimi cinquecento anni, meglio tenersi informati.

Sei d’accordo?

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