Istruzione e copyright: cosa succede se si scontrano?

Soundreef e Siae: copyright o non copyright, qual è il dibattito?

Posted on 02 Mar 2018
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Soundreef e Siae sono i protagonisti del momento, in tema di diritti musicali e, come nelle migliori tragedie shakespeariane, lottano per affermarsi o affermare la loro idea di copyright.

Ultimamente il dibattito e i due schieramenti si sono fatti ancora più netti e contrapposti generando però non poca confusione tra regnanti, regni e sudditi del mondo musicale, in Italia.

Chi ha ragione e chi ha torto?
Ma, soprattutto, qual è l’origine del dibattito tra Soundreef e Siae?

Proviamo a venirne a capo, ordunque.

Soundreef e Siae: un dilemma da copyright

Prima di addentrarsi nel dilemma da copyright che si sta consumando anche fra le maglie del web, va fatta una piccola premessa che spieghi chi sono Soundreef e Siae.

Sai già che la Siae è l’abbreviazione che sta per Società Italiana per Autori e Editori e, attualmente, si occupa di tutelare tutti i contenuti video e musicali diffusi sul territorio italiano. Nel dilemma che si sta sviluppando la Siae sembra interpretare la parte del vecchio regnante che detiene il monopolio sul copyright.

Soundreef, invece, impersona il novello Amleto il quale, tornato in Italia, rivendica il titolo di gestore indipendente dei diritti d’autore di artisti e musicisti e, per divulgazione e servizi, si pone come alternativa alla Siae.

Fondata nel 2011 a Londra da Davide D’atri e Francesco Danieli, solo nel 2014 la Soundreef ha avuto il permesso di operare in Italia gestendo la diffusione della musica all’interno dei centri commerciali. Un permesso che è stato ottenuto facendo leva sul concetto di liberalizzazione del diritto d’autore promulgato dalla direttiva Bernier e che sembrava mettere fine o, almeno, limitare il monopolio Siae. Fedez, ad esempio, è tra i sostenitori più famosi di Soundreef.

La strada per il pieno riconoscimento della nuova società italiana, impegnata a svolgere servizi di tutela del copyright e dei diritti musicali su suolo italiano è ancora molto lunga e la Siae non sembra intenzionata a cedere terreno in una discussione che si è spostata anche sul piano digitale.

La questione che pone su due piani contrapposti Soundreef e Siae ha preso piede anche al di fuori dei confini nazionali allargando la discussione anche su varie piattaforme online. Ninja Marketing, ad esempio, sta seguendo la vicenda ma, in un secondo fact checking, le considerazioni complessive sembrano far pendere l’ago della bilancia a favore della Siae, ridimensionando le rivendicazioni firmate Soundreef.

Il tema è ancora caldo e siamo ancora lontani dalla conclusione finale. Il dibattito tra Soundreef e Siae che si sta ancora svolgendo all’interno di una normativa di tutela dei diritti musicali che è valida e applicata solo sul territorio italiano ma i suoi sviluppi possono segnalare altri aspetti da tenere in considerazione durante la fase di una proposta di un copyright applicabile sia sul piano reale sia su quello digitale.

Uno dei punti fondamentali della campagna a sostegno della libera condivisione e fruizione dei contenuti online e per la tutela dei diritti d’autore sta, infatti, nel definire una normativa che superi i confini nazionali e le legislature di ogni singolo paese. Normativa che, per quanto riguarda il mercato digitale, ancora non c’è e che è ancora in fase di definizione.

Insomma, siamo ancora in pieno svolgimento di una storia sul copyright.
Sarà tragedia o lieto fine?

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