Istruzione e copyright: cosa succede se si scontrano?

Quali sono i veri pericoli di Internet per chi scrive online?

Posted on 29 Gen 2018
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Qualche mese fa si è tenuto un importante appuntamento per tutta la questione legata all’ancillary copyright che si è scatenata in Europa, la tavola rotonda Mobile Revolution and Markets Dynamics in the Digital Ecosystem. Il 28 novembre 2017, Formiche ha organizzato l’evento per discutere dell’argomento.

Alberto Maria Gambino a “Poche Parole tra consumatori e copyright”

Ci ha particolarmente colpito l’intervento di Alberto Gambino, presidente dell’accademia italiana del codice internet e pro-rettore dell’università europea di Roma capitale. Il professore era già intervenuto nel convegno organizzato da Unione Nazionale Consumatori in parlamento lo scorso ottobre sostenendo

“le parole sono pietre”: dico questo per sottolineare come sia necessario tornare alle categorie giuridiche per fare chiarezza ad esempio sulla tutelabilità autoriale della notizia: questa non può essere coperta dal diritto d’autore in quanto tale, mentre la “notizia fresca” riceve tutela solo nelle prime 16 ore. Poi, una volta uscita sui quotidiani diventa disponibile al pubblico perché ha a che fare con la formazione delle coscienze di ciascuno.

Le piattaforme, gli aggregatori di news oggi non fanno nulla di nuovo: ricordano lo strillone che per le strade annunciava “Assassinato l’arciduca Ferdinando d’Asburgo, assassinato l’arciduca Ferdinando d’Asburgo!” Oggi le piattaforme fanno lo stesso, aggregando i titoli: se poi l’utente vuole approfondire troverà le notizie sui siti dei quotidiani e se questi pubblicano dei contenuti open source, bene ma va ricordato, che questo passo è irreversibile; a quel punto non si può più chiedere un compenso.

Non trascuro la crisi dell’editoria, ne sono perfettamente consapevole, ma per dare una risposta non possiamo andare contro i principi del nostro ordinamento. Scomodare la protezione del diritto di autore per lo snippet è inappropriato: se qualcuno intende descrivere la notizia con altre parole, resta fuori dalla protezione offerta dal diritto d’autore. Se aggrego su una piattaforma utilizzando notizie che sono già state comunicate al pubblico non posso essere perciò ritenuto responsabile e non mi può essere addebitato un costo economico.

La mobile revolution tra la rete ed il copyright

L’argomento trattato dal prof. Gambino è senza doppi sensi, chiaro come pochi: oggi bisogna interrogarsi sul fatto che copyright ed ecosistema digitale devono trovare un accordo. Lo stato attuale delle cose permette la parità tra autore, editore ed utente finale nel rispetto dei diritti di tutti?

La proposta portata in parlamento europeo per cambiare la tutela del copyright riguardo l’ecosistema digitale non è adeguata all’attuale sistema che vige in rete.

Gambino individua quattro attori dello scenario attuale: le società di telecomunicazioni, le piattaforme, i sistemi hardware e quelli software, gli utenti finali. Ogni attore svolge un ruolo ben preciso che tiene in piedi il sistema: questo fa in modo che ogni attore sia anche protagonista della disciplina che riguarda il contenuto e tutte le sue implicazioni, compreso il copyright.

L’accesso all’informazione è semplice dal punto di vista umano ma complicato a livello giuridico. E tanto perché sono coinvolti così tanti ambiti di studio che si richiede uno sforzo davvero enorme per costruire un impianto giuridico che regga all’asincronicità del coinvolgimento della attori di questa commedia.

Le piattaforme in cui vige la sharing economy, applicabile sopratutto ai contenuti richiede un complesso sforzo da parte dei giuristi e, soprattutto, nel confrontarsi su un sistema di regole non scritte già in vigore. Cercare di stabilire l’ordine impegnando economicamente di più o di meno uno degli attori coinvolti sarebbe poco funzionale alla libertà degli utenti e dell’accesso all’informazione stesso.

Per questo ci chiediamo, qual è la strada giusta?

L’intervento completo del prof. Gambino lo puoi trovare qui: http://formiche.net/2017/12/17/la-mobile-revolution-privacy-copyright-parla-professor-gambino/

 

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