Nuova legge del copyright: perché fa arrabbiare tutti?

Posted on 16 Giu 2018
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Da aprile si vocifera sulla nuova legge del copyright la cui entrata in vigore è fissata tra il 20 e il 21 giugno. Una legge di tutela dei diritti d’autore e dell’editore che però continua a scaldare gli animi di chi produce e naviga sul web attraverso la stesura e la condivisione di contenuti utili e non.

Se hai seguito i nostri aggiornamenti, tutti questi temi sono stati ampiamente discussi in sede di Commissione Europea. Tuttavia, come quanto riportato su Tech Fanpage, i punti più critici non sono ancora stati risolti ed è proprio per questo che generano non pochi contrasti perché invece di una nuova legge del copyright che tuteli diritti e doveri nel digitale rimane stabile il rischio di una Link Tax che penalizzerebbe la libertà di condivisione sul web.

Di quali punti critici stiamo parlando? Continua a leggere e te ne farai un’idea.

Nuova legge del copyright: l’articolo 11, l’articolo 13 e i vecchi rancori

La nuova legge del copyright, come premesso, vuole essere una proposta che tuteli produttori e consumatori online ma l’articolo 11 e l’articolo 13 continuano a porsi come ostacolo per una soluzione condivisa e condivisibile.

Il tema degli articoli della discordia riguardano la protezione delle pubblicazioni di carattere giornalistico in caso di uso nel digitale e l’uso di contenuti protetti dai mezzi di informazione che aggrega e ha accesso a tutto ciò che viene condiviso online dagli utenti.

Tema sul quale si dibatte fin dal 2016 ma che non ha portato a una legge del copyright unitaria, applicabile in tutte Europa. Gli unici tentativi fatti in tal senso sono in Germania e in Spagna, con esiti diversi.

A far leva sulla Link Tax è, in particolare l’articolo 11 e, in breve, andrebbe a tutelare i guadagni dei grandi editori ma non dei piccoli.

Tra i piccoli editori, ad esempio, la categoria dei blogger è quella più a rischio perché la perdita di accesso e menzione delle fonti alle quali attingono (ad esempio Google News) porterebbe alla perdita di materia prima su cui lavorare per sviluppare contenuti utili, approfonditi dalle loro specifiche competenze e/o conoscenze. In questo senso, il non libero accesso all’informazione determinata dall’applicazione della Link Tax, comporterebbe la pubblicazione online di contenuti scadenti e, di conseguenza, inaffidabili per gli utenti ai quali si rivolge.

Un po’ come andare dal fruttivendolo e trovarsi a scegliere tra una sola qualità di mele e quattro arance ammuffite perché il costo dei fornitori non vale l’investimento né la lavorazione. Se sposti la metafora sul piano dei contenuti e della loro fruizione tu, in quanto utente e consumatore, ti troveresti a seguire blogger che sono impossibilitati a offrirti un servizio vario e arricchente, che va al di là della semplice informazione.

A far arrabbiare tutti, quindi, non è tanto la nuova legge del copyright ma l’articolo 11 e l’articolo 13 e le modalità con le quali dovrebbero entrare in vigore a breve.

Tutto sommato, a scontentare è l’impressione che non sia cambiato nulla e che la legge del copyright studiata per il digitale di nuovo abbia solo l’aggettivo continuando a covare vecchi rancori.

Tu, come risolveresti?

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