Mercato unico digitale: che cos’è e quali saranno i suoi contenuti

Posted on 26 Giu 2018
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Una volta a settimana, nel quartiere o nel paese dove risiedi, c’è il mercato dove puoi acquistare a buon prezzo i prodotti esposti.

Puoi passare da uno stand all’altro liberamente, dando un’occhiata veloce o soffermandoti sui banchetti che vendono un oggetto che ti serve, confrontare i prezzi e valutare quale spesa ti conviene di più.

Il tutto avviene in modo molto semplice e naturale e al mercatino che stai visitando possono accedere residenti e non, perché sai che non ci sono confini per fruire delle possibilità di vendita e acquisto rese disponibili dall’evento settimanale.

Ad eccezione della difficoltà a trovare parcheggio per blocchi e deviazioni del traffico, una volta alla settimana sai che c’è la possibilità di fare un’esperienza diversa in un luogo creato per trovare prodotti unici e originali, non sempre facilmente reperibili nel negozio sotto casa o in un centro commerciale standard.

Questo è quanto avviene nel mondo reale e le stesse dinamiche possono essere realizzate anche nel mondo virtuale creando un Mercato Unico Digitale dal quale si possono trarre molti vantaggi eliminando, allo stesso tempo, gli svantaggi a favore della libera fruizione. Il tutto 24 ore su 24 e senza stress e/o limitazioni o perdite di tempo. Tuttavia è possibile:

  • creare un mercato unico digitale?
  • quali contenuti raccoglierà e renderà visibili e di facile accesso all’utente?
  • a quale tipo di blocchi e deviazioni incorrerà?

Mercato Unico Digitale: cos’è, come verrà allestito e perché

Secondo Luciana Maci, in questo approfondito articolo pubblicato su Economy Up, l’idea del Mercato Unico Digitale o Digital Single Market nasce il 6 maggio del 2015 in sede di Commissione UE. Si tratta di una strategia che ha due obiettivi principali:

  1. tutelare e rendere competitive le tante realtà commerciali che si sono ritagliate degli spazi web dove poter esporre e offrire i propri prodotti e servizi,
  2. favorire lo shopping online da parte degli utenti limitando i costi di spedizione e facendo sì che ognuno possa accedere al Mercato Unico Digitale, a prescindere dallo Stato di residenza. In tal senso, la proposta si impegna a eliminare il geoblocking (blocco geografico ingiustificato)

Fondamentale, per la riuscita di entrambi gli obiettivi, è garantire il corretto trattamento dei dati personali dei consumatori.

Creare e allestire un Mercato Unico Digitale secondo questi criteri aumenterebbe esponenzialmente le possibilità di guadagno di tutta Europa. I consumi darebbero ulteriore slancio alla crescita dell’economia europea complessiva arrivando a generare un fatturato pari a 415 miliardi di euro a favore di imprese e consumatori.

Tuttavia c’è un piccolo ma. Non tutti i contenuti offerti dal web sono inseriti in questa strategia e interessa, nello specifico, il settore audiovisivo.

Il Mercato Unico Digitale: punti deboli, iniziative e compromessi

Il Mercato Unico Digitale ha richiesto a grandi aziende virtuali come Amazon e Netflix di inserire nei loro e-commerce almeno un quinto di tutti i contenuti (musica, videogiochi, ebook) prodotti all’interno della Comunità Europea mentre, per paradosso, gli stessi contenuti tipici degli store di ogni singolo paese europeo rimangono fuori dallo spazio condiviso.

In breve, è stato richiesto ai grandi stand del mercato estero di esporre anche prodotti del mercato europeo mentre gli stand che compongono la comunità europea rimangono tra loro comunicanti ma isolati. In tal senso emerge chiaro un punto debole del Mercato Unico Digitale che, invece di unire, frammenta ulteriormente il libero accesso e la libera navigazione del mondo online mantenendo intatto ciò che si propone di abbattere ovvero, il blocco geografico ingiustificato.

Un punto debole che continua a creare non pochi grattacapi alla Commissione Europea ritardando l’applicazione pratica, logica e concreta della 16 iniziative previste dal Mercato Unico Digitale e per il quale è necessario raggiungere un compromesso che unisca, invece di dividere e dove poter visitare e confrontare i contenuti di tutti i Paesi Europei, senza limitazione di accesso o fruizione.

E tu, che ne pensi?

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