Censura Ancillary Copyright

Macchina della censura: cosa sta combinando l’Europa?

Posted on 19 Set 2017
0 commenti

Il 24 febbraio 2017 il relatore della Commissione per il Mercato interno e dei Consumatori del Parlamento europeo, Catherine Stihler, eurodeputata, ha pubblicato un progetto in cui illustra il suo parere sulla direttiva rispetto ai diritti d’autore. In questo documento la Stihler lancia un messaggio forte contro la parte più estrema delle proposte della Commissione europea: la “macchina della censura” (i cosiddetti upload filter), riferendosi in particolare all’articolo 13. A seguito viene riportato anche un suggerimento di espandere il copyright ausiliario, che non è riuscito miseramente in Germania e in Spagna, ad ogni paese dell’UE.

direttiva europea ancillary copyright

Quanto è caotica la proposta della Commissione in materia di upload filter?

La “Direttiva e-Commerce” protegge le aziende che operano online dalla responsabilità per il comportamento illegale dei propri utenti, in circostanze limitate. Questo protegge anche gli utenti, in quanto rimuove un incentivo per le aziende di politicizzare ed eliminare contenuti in modo proattivo. La Commissione Europea sta cercando di eliminare questa protezione, ridefinendo le società che ne sono coperte. Quindi ancora una volta si è preferito interpretare nuovamente le norme piuttosto che legiferare effettivamente per modificarle. In maniera ancora più bizzarra, la Commissione ha cercato di farlo in un “considerando” esplicativo pur affermando che non stava cambiando il quadro giuridico.

Vuoi continuare ad informarti liberamente? Firma la nostra petizione per impedire alla direttiva europea sull’Ancillary Copyright di non farci più condividere link online!

campagna adesione poche parole

A tal proposito, la Stihler propone di eliminare due dei tre paragrafi del “considerando” esplicativo nel progetto di proposta di legge della direttiva sui diritti d’autore, anche se questo andrebbe a modificare pesantemente il restante testo, per adeguarlo alla direttiva e-commerce, e richiedendo inoltre che venga raggiunto un regime di licenza.

Macchina della censura o direttiva utile?

Nell’articolo principale, si elimina criticamente l’obbligo di filtraggio (quindi di possibile censura) da parte della Commissione Europea. Tuttavia, gli accordi di licenza proposti sono poco chiari per quanto riguarda il loro possibile campo di applicazione, processi di giudizio e coinvolgimento significativo degli stakeholder.

Questo progetto può mettere ordine nella formulazione poco chiara della Commissione?

Si mira quindi ad affrontare davvero ciò che la Commissione ha affermato di affrontare: un reddito presumibilmente mancato da parte degli intermediari ai detentori del diritto d’autore. La Stihler ha scelto di precisare tale obiettivo. Anche se va nella giusta direzione, è necessario chiarire come gli accordi di licenza giusti ed equilibrati proposti dovrebbero funzionare in pratica.

Espandere l’esperimento fallito dell’Ancillary Copyright? Catherine Stihler dice “no grazie”!

Citiamo di seguito l’Articolo 13:

Use of protected content by information society service providers storing and giving access to large amounts of works and other subject-matter uploaded by their users.

Contrariamente a quanto proposto all’articolo 13, l’eurodeputata Stihler ha adottato un approccio più diretto all’altro enorme inadempimento della proposta della Commissione: un diritto d’autore accessorio. Si chiede in particolare la soppressione dell’articolo 11, in quanto non è necessario ed esistono altri modi per affrontare i problemi che l’editore deve affrontare, come il rafforzamento dell’applicazione, l’esclusione dai motori di ricerca e l’utilizzo di incentivi fiscali per promuovere il giornalismo. Accogliamo con favore questo suggerimento molto sensato.

Compromesso sull’articolo 13? Gli accademici dicono “no”!

La Stihler ha fatto molta fatica a fissare la sconvolgente confusione della Commissione Europea sulla legge esistente e sulla giurisprudenza consolidata della Corte di Giustizia dell’Unione Europea all’articolo 13 (emendamenti 62-65). Innanzitutto, è andata alla radice del problema e ha rimosso la proposta di una regola di “filtraggio” per il caricamento, un enorme passo avanti. In secondo luogo, la sua sostituzione delle parole “accesso a grandi quantità” con “copyright protected” ha un po’ più senso, mentre i suoi significativi riferimenti ai diritti fondamentali e alla trasparenza degli accordi proposti sono benvenuti. In terzo luogo, è anche notevole che nel paragrafo 2 (n. 64) la Stihler tenta di rafforzare il meccanismo di riparazione (anche se ancora debole).

Passare dal dare nuove regole sul diritto d’autore a mettere su una vera e propria macchina della censura? Basta un attimo! Come possiamo porre rimedio?!

Dopo aver suggerito la cancellazione della proposta dell’Ancillary Copyright, l’eurodeputata cerca di trovare un compromesso significativo sulla proposta di filtraggio per dare uno stop alla macchina della censura. Tuttavia, la proposta della Commissione è estremista e, in ultima analisi, non degna di ulteriore dibattito. La cancellazione è un approccio più sensibile. Questo suggerimento è già stato sostenuto dai principali accademici del copyright come risultato più ragionevole.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *