Istruzione e copyright: cosa succede se si scontrano?

Istruzione e copyright, ecco cosa succede quando si scontrano!

Posted on 06 Set 2017
0 commenti

Istruzione e copyright divulgano e tutelano il sapere ma non sempre vanno di pari passo. Per esempio, cosa succede quando si scontrano fra loro?

Sai che non puoi fotocopiare la pagina di un libro senza infrangere alcune delle norme del copyright, vero? Questo vuol dire che il diritto di copia (e di stampa) si scontra con il diritto all’istruzione. Un diritto che viene dato per scontato perché tutti pensano di avere la possibilità di imparare.

Perché lo scontro istruzione e copyright può penalizzare anche la formazione culturale degli studenti? In che modo accade? Continua a leggere, per saperne di più.

Istruzione e Copyright: nemici o amici?

Istruzione e copyright sono nemici o amici perché, su EducationDIVE, gira voce che nelle università americane si sta discutendo sulla digitalizzazione del materiale didattico.

Gli insegnanti vorrebbero mettere online, a beneficio degli studenti, l’intero patrimonio cartaceo. La legge del copyright, però, non consente fare una copia digitale di un testo integrale ma, solo di un capitolo. Una limitazione che lega le mani a chi ha il compito di istruire gli studenti garantendo:

  • il passaggio del materiale di studio dal cartaceo al formato elettronico,
  • la possibilità di lezioni da seguire online e
  • la creazione di risorse digitali da consultare.

Questo spostamento del sapere dal cartaceo all’online diminuisce i costi legati ai materiali di stampa, solo che la digitalizzazione di un testo equivale a farne una fotocopia. Ecco quindi che l’istruzione si scontra con il copyright. C’è un limite al diritto di copia (e di stampa) ricordi?

Prova a pensare all’esame da preparare. Hai a disposizione due tipi di materiale:

  1. Il materiale cartaceo, integrale e da acquistare.
  2. Una parte dello stesso manuale in formato digitale, gratis.

Quale preferisci? Per risparmiare, opteresti per la proposta digitale. Una copia che rispetta il copyright ma fornisce solo una parte del materiale di studio. Finisce che risparmi qualche soldino per accedere a un’istruzione limitata. Un’istruzione limitata offre porta ad acquisire meno strumenti. Gli stessi strumenti utilizzati per  riconoscere bufale e fake news che, peraltro, si fanno via via più credibili. Come vedi, per ogni cosa c’è sempre una conseguenza.

Conseguenze su cui ha riflettuto anche Naomi Baron, professoressa di linguistica dell’American University la quale ha notato che, pur trovandoli meno economici, gli studenti apprendono di più sul materiale di stampa rispetto alla proposta migliore (ma parziale) offerta dalle risorse digitali. A questo aspetto si aggiunge anche il come gli studenti apprendono. Secondo la ricercatrice americana, i ragazzi memorizzano di più attraverso il materiale cartaceo perché cambia il modo di leggere e acquisire le informazioni.

Prova a pensarci un momento, se scegli il formato digitale parziale e poi lo stampi per leggerlo con calma e concentrazione te lo ricorderai meglio ma, proprio per le limitazioni imposte dal copyright, ne ricorderai solo una parte. In questo senso, istruzione e copyright sono nemici. La sfida, è farli diventare amici.

Vuoi continuare ad informarti liberamente? Firma la nostra petizione per impedire alla direttiva europea sull’Ancillary Copyright di non farci più condividere link online!

campagna adesione poche parole

Istruzione e copyright: sfide e opportunità

Il digitale non è nemico della conoscenza. Offre diverse opportunità per l’accesso e la libera condivisione del sapere ma sono opportunità che possono danneggiare i guadagni di chi, questo sapere, lo cura e lo divulga tramite i canali tradizionali.

La sfida è trovare una giusta via di mezzo tra il diritto all’istruzione e il rispetto delle regole del copyright nel formulare una soluzione che possa essere conveniente per tutti, rispettando i diritti di autori e editori, studenti e insegnanti.

Prima di arrivare allo scontro tra istruzione e copyright, perché non provare ad appianare le divergenze? Sarebbe molto più interessante e proficuo (in tutti i sensi) cercare di integrare la tradizione con modernità invece invece di mettere l’una contro l’altro.

Cogliere la sfida è fare in modo che le opportunità del digitale (facile accesso e libertà di confronto e condivisione) seguano delle regole. Non per limitare l’approfondimento ma per attirare l’attenzione sul supporto cartaceo. Una collaborazione fra istruzione e copyright e tra cartaceo e digitale, infatti, può favorire una fruizione più ampia, approfondita e completa del sapere.

In fondo, secondo il sondaggio svolto dal Bookstore Independent College è emerso che la metà degli intervistati preferisce l’esperienza fisica del materiale a stampa perché resta. Una volta letto con calma, infatti, un libro rimane sullo scaffale e nella mente per molto più tempo rispetto all’esperienza digitale.

E tu, che ne pensi?

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *