Google Noticias e Spagna: appunti sulla separazione

Google Noticias e Spagna: appunti sulla separazione

Posted on 21 Lug 2017
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Google Noticias non è altri che la versione spagnola di Google News.

Che cos’è Google News? Un aggregatore di notizie di cui la Spagna, in seguito agli effetti dell’Ancillary Copyright (o Link Tax) non fa più parte.

Quando è accaduto? La data di separazione tra Spagna e Google News risale al 16 dicembre del 2014. Insomma, la patria della paella è uscita dal gruppo che mette insieme tutti i contenuti del digitale.

Oggi mettiamo a confronto le varie informazioni per:

  1. avere un quadro completo della situazione in materia di copyright e capire
  2. le conseguenze di quanto è successo durante il caso spagnolo e di cui abbiamo preso un po’ di appunti.

Se sai già tutto e non vuoi che la stessa cosa capiti anche qui, aderisci alla petizione. Non uscire dal gruppo e dalla libera condivisione. 🙂

Google Noticias, Spagna e Ancillary Copyright: una piccola premessa

La separazione della Spagna da Google Noticias è considerato un vero e proprio caso da tener in considerazione perché le sue conseguenze potrebbero ripercuotesi anche qui in Italia.

L’Ancillary Copyright è una proposta di tassazione dei link che, applicata in modo troppo fiscale, può penalizzare il libero accesso e la condivisione dei contenuti sul web. Per questo motivo è nata la Campagna #SaveTheLink. Se da una parte è giusto tutelare i guadagni di chi produce contenuti ma dall’altra tassare chi li mette insieme, li aggrega, può essere un rischio anche per il consumatore finale e il suo diritto alla libera condivisione. Google Noticias è un aggregatore di notizie di cui la Spagna e non è una cosa che va vista da lontano, come un qualcosa che non ci tocca.

Vuoi continuare ad informarti liberamente? Firma la nostra petizione per impedire alla direttiva europea sull’Ancillary Copyright di non farci più condividere link online!

campagna adesione poche parole

Usiamo gli aggregatori di notizie ogni giorno. Facebook, Pinterest, Twitter non sono solo Social Network dove passare il tempo, sono anche loro aggregatori di notizie. Piattaforme che ci permettono di sapere cosa accade nel mondo in tempo reale e secondo vari gradi di approfondimento. Prova a immaginare di non poter più utilizzare questi servizi, l’informazione nell’era della rete farebbe passi indietro, come i gamberi e, alla fine, a rimetterci saresti tu. Ti farebbe piacere non poter più leggere il giornale o la radio o la tv per le notizie del giorno perché chi si occupa di fartele avere non starebbe dentro con le spese? Probabilmente no, ecco perché abbiamo preso appunti sull’uscita della Spagna da Google Noticias.

Di preciso, non sai cos’è l’Ancillary Copyrighte e chi viene danneggiato? Per approfondire, leggi questo post.

Fuori dalle Google Noticias: origini e conseguenze in Spagna

Andando in ordine cronologico. Il primo embrione di Ancillary Copyright nasce in Germania nel gennaio del 2013 e trova il suo corrispondente spagnolo il 16 dicembre 2014 con la formulazione di una nuova legge sulla proprietà intellettuale (Ley de Propriedad Intellectual). Legge approvata ufficialmente il 1° gennaio 2016.

Ogni azione ha le sue conseguenze, ecco quali e perché l’applicazione dell’Ancillary Copyright da parte della legislazione spagnola comporta non solo la tassazione degli snippets (estratti di testo) ma anche di titoli e link di rimando alla fonte di un qualsiasi contenuto. Questo significa che nel mirino non sono solo i grandi aggregatori di notizie come Google News e i Social Network ma anche blog a tema, gestiti da più persone o da un solo appassionato di un tema specifico.

Secondo Wired, la Spagna ha preso una decisione che è stata considerata antistorica, miope e anacronista. Ha preferito tutelare i guadagni dei grandi editori a scapito di realtà più piccole, come i blog e i social network, luoghi virtuali si occupano e preoccupano di far circolare cultura e informazione grazie alle tue condivisioni.

In pratica, è come se gli spagnoli avessero a disposizione tutti gli ingredienti per fare una paella spettacolare e lasciarla su un tavolo a beneficio di nessuno. Gli ospiti hanno paura ad assaggiarla perché:

  1. chi amalgama o aggrega il tutto deve pagare un occhio della testa per avere, elencare e recapitare al cuoco ogni ingrediente in base alle caratteristiche qualitative. Gli aggregatori di notizie fanno questo, raccolgono tutte le informazioni più valide e interessanti e le dispongono sul “tavolo” del tuo computer o smartphone. A quanto pare, l’indicizzazione sui motori di ricerca non è poi una cosa così banale per chi usa il web per cercare ciò di cui ha bisogno e che vorrebbe condividere.
  2. chi ha il compito di servire la paella o contenuto rischia di essere multato perché non è messo nelle condizioni di capire se le materie prime a disposizione sono fresche e lavorabili. Se un’azienda vuole promuovere la tua attività online ha bisogno di attingere a contenuti che possono essere utili per spiegare cosa fa e cosa offre. Raccoglie materiale per farsi conoscere e, allo stesso tempo, lo rielabora e lo distribuisce attraverso una determinata strategia di comunicazione.

A queste condizioni, che tipo di prodotto (che sia una porzione di paella o un articolo online) pensi di ottenere tu, come consumatore finale? Raccontacelo nei commenti. 🙂

P.S. Se non ti è chiaro l’esempio tratto con la paella, prova a fare lo stesso ragionamento con una bella porzione di spaghetti con il sugo. Prova a immaginare una legge in cui i produttori di conserve sono tassati per ogni singolo pomodoro e di tutte le parti che lo compongono e… continua tu la storia!

Vuoi continuare ad informarti liberamente? Firma la nostra petizione per impedire alla direttiva europea sull’Ancillary Copyright di non farci più condividere link online!

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