Gli italiani dicono NO! alla nuova proposta europea su Internet!

Posted on 12 Giu 2018
5 commenti

Mentre negli Stati Uniti Ajit Pai tenta di distruggere internet, in Commissione Europea ci si occupa di mettere un freno alla libertà online. Non è una concertazione complottistica ma la realtà che stiamo per affrontare noi cittadini e consumatori europei.

Sai cosa sta accadendo in Europa? Lo abbiamo chiesto ai consumatori italiani attraverso un sondaggio di Unione Nazionale Consumatori. Le risposte ci hanno sorpreso e per questo vogliamo condividere con te risultati e fatti. Nella neutralità più totale, anche se dall’11 giugno negli USA la rete ha subito davvero un brutto colpo. Ne parliamo tra un attimo, prima ti raccontiamo quello che abbiamo scoperto parlando con gli italiani.

Parlano i consumatori italiani

Alla domanda “Hai mai sentito parlare della Direttiva che propone una nuova concezione di diritto d’autore oppure anche solo del Mercato Digitale Unico” l’86% degli intervistati ha risposto no, solo vagamente. Un dato preoccupante perché Internet ha una funzione informativa pervasiva ed è uno strumento di diffusione di opinioni e voci libere che, altrimenti, non troverebbero spazio. Internet è libertà di espressione e come tale va tutelato. Non nel modo in cui lo concepisce l’Europa, però.

L’85% dei consumatori digitali, una volta illustrati i capisaldi della legge, si dicono contrari al sistema di controllo automatico dei contenuti caricati su piattaforme accessibili al pubblico così come previsto dall’articolo 13 della proposta di direttiva.

L’altro articolo della proposta di direttiva sotto la lente di ingrandimento è l’articolo 11: oltre il 50% degli intervistati non sono d’accordo con il suo contenuto. Il motivo è semplice: per gli italiani Internet è un canale fondamentale di informazione (il 93% degli intervistati conferma questo dato) ed oltre 1 italiano su due conferma che usa unicamente la rete per informarsi ogni giorno. Insomma, Internet merita di essere imbavagliato?

Il 76% degli intervistati afferma poi di utilizzare gli aggregatori di notizie, i motori di ricerca (come Google o, tempo fa, Virgilio per intenderci) e i social network per informarsi.

GUARDA IL VIDEO

Cosa sta per accadere in Europa?

Il 21 giugno 2018 (tra pochissimo!) la commissione Juri voterà per la Proposta di Direttiva sul diritto d’autore nel mercato unico digitale. Questa normativa mira a regolamentare le testate giornalistiche sul web ed i rapporti economici tra aggregatori di notizie, motori di ricerca e social network.

Le maggiori preoccupazioni riguardano gli articolo 11 e 13 della proposta di direttiva. Cosa si rischia?

  • la chiusura degli aggregatori, come è avvenuto già in Spagna
  • di colpire direttamente il pluralismo e la diffusione delle notizie
  • di obbligare le piattaforme di condivisione online (compresi i social come Twitter e Facebook che usi ogni giorno) ad utilizzare filtri preventivi, trasformandoli in censori
  • la libera circolazione delle idee e delle notizie sarebbe limitata andando a ledere anche l’accesso all’informazione e al diritto di espressione.

Il 20 ed il 21 giugno l’Unione Europea voterà la direttiva sul diritto d’autore nel mercato unico digitale. I parlamentari europei (MEP) sono gli unici che possono ostacolare la nuova legge.

Anche Unione Nazionale Consumatori si impegna a presentare ai parlamentari europei chiamati al voto i dati che ha raccolto sull’argomento.

Vuoi saperne di più? Scarica il Report!

Cosa puoi fare subito?

Contribuisci alla nostra campagna #pocheparole firmando la nostra petizione e alla campagna a livello europeo realizzando un video di 10 secondi con la tua opinione sulla censura al web che si sta consumando in Europa. Abbiamo pochi giorni, usa l’hashtag #SAVEYOURINTERNET ed invita tutti quelli che conosci a far sentire la voce a favore della libertà del web.

Mentre molti sostenitori sono in piazza a Bruxelles, noi facciamo risuonare la rete con le nostre voci!

5 Commenti

  1. Magari..ci..vorrebbe. L inaccessibilita..ai .minori…d età…e…di….testa…a.siti porno. Oaltra…pornografia…varia…

  2. Con internet molto marciume è venuto a galla e molto altro ne verrà… per questo lo vogliono imbavagliare….diventa difficile per loro tenere nell ignoranza la popolazione per fare i loro porci comodi…

  3. L’ ordine di imbavagliare i social e partito direttamente da Soros, diversi mesi fa, questo ci dà la misura del periodo buio che dobbiamo prepararci ad affrontare . Niente bavagli e niente finta democrazia

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