Getty Images, Google e il Watermark della discordia

Posted on 19 Mar 2018
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Alla fine, com’è andata a finire la faccenda Getty Images contro Google iniziata nel 2016 per pirateria informatica?

Sì, hai letto bene, anche Big G è entrato nel mirino di piattaforme visuali per aver messo a disposizione immagini d’impatto, violando le norme del copyright. Getty Images se ne è accorto e, per questo, ha intentato causa all’aggregatore di notizie più trafficato del mondo.

La storia tra Google, Getty Images e il Watermark della discordia ha da poco trovato il suo lieto fine e oggi la ripercorriamo seguendo il filo dei diritti d’autore.

Getty Images contro Google: storia di link e di Watermark

In una storia che si rispetti sono fondamentali i personaggi, in questo caso Google e Getty Images e il motivo che li porta ad entrare in contrasto. Per questo si parla di Watermark della discordia ma, che cos’è un Watermark?

Il Watermark è un’etichetta che compare su determinate immagini e che rimanda alla piattaforma che le raccoglie, rendendole scaricabili da ogni utente registrato. In questa etichetta, anche se non lo vedi, ci sono anche tutte le informazioni che riguardano il copyright.

Il Watermark sa tutto riguardo al contenuto al quale è legato. Nome dell’autore, luogo di residenza, informazioni sul copyright e, del Watermark, è ben cosciente anche Getty Images mentre, un po’ meno lo era Google che ha commesso la leggerezza di fornire dei link alle immagini per permettere all’utente di scaricarle, senza sapere di chi fossero e da dove provenissero.

Come hanno risolto i due aggregatori di notizie più famosi del web? Cercando un accordo che tutelasse non solo i diritti d’autore e i servizi svolti dai due personaggi in gioco ma anche l’utente e il suo diritto alla libera condivisione.

L’assenza di un Watermark nei contenuti condivisi da Google non ha solo creato un danno all’archivio creato da Getty Images perché le foto sono state scaricate senza pagare i diritti d’autore ma anche all’utente il quale, inconsapevolmente, ha attinto direttamente all’archivio diventando, suo malgrado, un pirata accidentale.

La soluzione più ovvia è stata sedersi a un tavolo per iniziare le trattative e giungere a un accordo.

L’accordo ha previsto la concessione di una licenza a Google che può continuare a fruire dei contenuti raccolti nell’archivio di Getty Images, nel pieno rispetto della tutela dei diritti d’autore, e per far sì che l’utente possa scaricarle senza rischiare di commettere un furto online senza saperlo.

Tutto è bene quel che finisce bene ma, c’è qualcosa di più.

Vuoi continuare ad informarti liberamente? Firma la nostra petizione per impedire alla direttiva europea sull’Ancillary Copyright di non farci più condividere link online!

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Il lieto fine della vicenda Getty Images contro Google: alcuni retroscena

La vicenda tra Getty Images contro Google ha alcuni retroscena. Retroscena che compaiono in un post su FotoZona e che comunicano in che modo si sono mossi i vari soggetti del mondo digitale per cambiare il ruolo del Watermark da punto di rottura a elemento di conciliazione.

In via ufficiosa e, leggendo i tra le righe dei comunicati stampa emessi dai due protagonisti della storia, Google si è già attivato per rimuovere tutti i link precedenti privi di Watermark e per migliorare gli strumenti e i servizi in grado di far emergere nei risultati di ricerca anche tutto quello che riguarda il copyright.

La morale in questa storia è che, invece di piangere sulle immagini scaricate o di non assumersi colpe e responsabilità, è importante:

  1. inserire nella barra di ricerca il dialogo,
  2. seguire un percorso basato sui valori della libera condivisione e
  3. trovare un lieto fine che accontenti autori, editori e consumatori.

Se questi tre punti vengono seguiti con le dovute attenzioni le possibilità di creare un copyright che tuteli gli abitanti del web e la sua filosofia di base aumentano.

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