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GDPR: cosa cambia per la nostra privacy?

Posted on 29 Giu 2018
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Ormai è passato un mese dall’armageddon. Il GDPR è arrivato, riempiendo le nostre caselle mail con una miriade di informative e di resta con me, non mi lasciare.

L’entrata in vigore della nuova normativa europea sulla privacy l’abbiamo vissuta tutti molto male. Gli addetti ai lavori hanno passato notti insonni cercando di carpire i segreti della compliance e gli utenti hanno ricevuto un pacchetto di spam informativo gratuito di cui avrebbero forse fatto volentieri a meno.

Qualcosa è cambiato

Ma il regolamento europeo per la privacy non è stato pensato per crearci disagi, ma per ridurli. Ma come tutti i cambiamenti che si rispettino, ha incontrato le opportune resistenze.

Ma dopo un mese gli animi si stanno rasserenando, il flusso di mail informative si è interrotto e cominciano ad emergere i benefici del GDPR: personalmente ricevo meno mail non desiderate.

Certo, c’è sempre qualche avvocato che mi scrive per dirmi che lo zio cinese è morto lasciandomi una ricca eredità, ma non è possibile credere a questo tipo di mail: non perché non ho zii asiatici, ma semplicemente sarebbe troppa fortuna per me.

Ma l’affollamento della nostra casella di posta elettronica è solo la punta dell’iceberg, al di sotto c’è il vasto mondo dei big data: un mondo nascosto di dati sensibili che vengono immagazzinati e trattati in modi che nemmeno immaginiamo.

Ma, a scanso di equivoci, le informative c’erano già, eravamo noi e la nostra pigrizia le minacce alla privacy online!

La trasparenza nei confronti dell’utente

Uno dei cardini del regolamento europeo pone rimedio a ciò: gli utenti devono essere informati in modo semplice e chiaro sulle finalità, modalità e ambito del trattamento dei propri dati.

Quindi basta informative lunghe come rotoli di carta igienica, scritte in aramaico antico e con clausole in piccolo. Le comunicazioni riguardanti i nostri dati dovranno essere brevi e chiare, non avrete più scuse per saltare a piè pari all’accettazione!

Alle aziende è quindi richiesta una maggiore trasparenza e ognuno di noi ha il diritto di ottenere una copia dei dati che vengono trattati.

La portabilità dei dati

No, non stiamo parlando di passare a un altro operatore telefonico per avere un pugno di giga in più. Essendo nostri i dati e potendo averne una copia, possiamo trasmetterli a un altro fornitore.

Questo, oltre ad aumentare la nostra consapevolezza di ciò che affidiamo alle aziende, serve a fare in modo che sia più facile scegliere il servizio più adatto alle nostre esigenze. Potendo confrontare i dati e la maniera in cui vengono immagazzinati e trattati possiamo anche farci un’idea della qualità dei servizi che utilizziamo: la portabilità è quindi un’utile risorsa.

Finalmente un consenso informato!

Un altro effetto benefico della nuova normativa sulla privacy è la necessità di fornire un consenso esplicito per qualsiasi attività.

Inoltre ogni consenso fornito deve essere facilmente revocabile in qualsiasi momento.

Per il trattamento dei dati dei minori di 16 anni è necessario il consenso dei genitori, superata questa età minima i ragazzi potranno gestire da sé i propri dati sensibili.

È quindi finita l’era in cui ogni qualvolta che un ente stabiliva nuovi servizi si prendeva la briga di utilizzare i nostri dati in virtù di consensi precedentemente dati. E nemmeno sarà più possibile che i dati vengano forniti a un numero imprecisato di aziende partner.

Rettifica dei dati e diritto all’oblio

Un maggiore controllo dei nostri dati ci permetterà anche di poterne richiedere la rettifica per evitare i danni prodotti da un errato trattamento degli stessi.

Il diritto alla cancellazione dei dati inoltre è uno dei punti salienti del regolamento GDPR. Possiamo avvalerci del diritto all’oblio nel caso in cui vengano meno i presupposti di legittimità del trattamento o nel caso che non sia mai stato concesso un consenso allo stesso.

Il diritto all’oblio diviene quindi più pragmatico, anche se permangono le limitazioni dovute all’importanza del diritto all’informazione, che ho spiegato nel dettaglio in questo mio precedente articolo sull’argomento.

Regole comuni per tutele maggiori

La normativa europea sulla privacy è uno dei passaggi necessari per diventare de facto una vera e propria Unione Europea, in vista del sempre continuo processo di integrazione tra gli stati membri.

Il GDPR si inserisce nello stesso percorso normativo che sta rivoluzionando l’e-commerce e il copyright comunitario, non senza polemiche e dubbi sulle modalità di attuazione, per arrivare a una legislazione comune e al Single Digital Market.

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