Come bloccare la pubblicità online

Posted on 21 Giu 2017
0 commenti

Da qualche mese corre voce che potrebbe davvero interessare tutti noi: AdBlock potrebbe presto avere come concorrente diretto un prodotto di casa Google, che risponde al nome di Funding Choices.

Cos’è AdBlock e cosa fa?

Conosci AdBlock? è un’estensione, disponibile per molti tipi di browser, che ti consente letteralmente di bloccare tutta la pubblicità invasiva che altrimenti vedresti sui siti su cui stai navigando. Il successo di AdBlock negli ultimi anni è stato enorme a livello mondiale, eppure non c’è molto da festeggiare. Perché (ti starai chiedendo)?

Ebbene, è vero che attivare AdBlock ci libera dal fastidio delle pubblicità invasive, ma contemporaneamente fa sì che decine, centinaia di piccoli editori si trovino in seria difficoltà a poter mandare avanti un webzine. Sappiamo che l’informazione dal basso, che non riceve finanziamenti da terze parti, dovrà affidarsi solo alle proprie forze, rischiando spesso di non riuscire a rientrare con i costi, e a dover tagliare gli stipendi dei dipendenti.

Pensa a quante centinaia di persone, giovani e meno giovani, che quotidianamente scrivono notizie e contenuti per il web, che tu consulti e leggi ogni giorno – di’ la verità! – che domani potrebbero trovarsi senza lavoro.

Secondo lInternet Advertising Bureau (IAB) il 22% degli adulti nel Regno Unito blocca la pubblicità online, e solo nel 2016 sono stati più di 100 milioni gli utenti attivi di AdBlock Plus.

In cosa consiste Funding Choices?

A breve arriverà anche in Italiaper il momento è attivo in USA, UK, Nuova Zelanda, Australia, Germania – e sarà possibile continuare ad utilizzare AdBlock: però, navigando da Chrome, la funziona Funding choices avviserà gli utenti di disattivare AdBlock o in alternativa di fare una piccola donazione per sostenere il sito.

In questo modo potrebbero essere salvi decine e centinaia di editori, che arrancano per riuscire a competere con i grossi gruppi editoriali.

Probabilmente ti sembrerà strano, ma le battaglie tra i gruppi editoriali, i motori di ricerca, i social network e le forze politiche in gioco sono uno scenario molto delicato, che a livello europeo potrebbe portare anche da noi – è già successo in Germania e Spagnail blocco totale di un’enorme fetta di pubblicazioni dal basso.

Una novità di questo tipo, una volta disponibile in tutti i paesi d’Europa, potrebbe essere una boccata d’aria fresca. Intanto, non ci resta che aspettare cosa accade e firmare la nostra petizione – puoi farlo QUI per il rispetto dei diritti della comunicazione indipendente e dal basso.

 

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *