Perché Facebook è contro il terrorismo? Domande e risposte

Facebook continua la lotta al terrorismo

Posted on 30 Ago 2017
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Facebook contro il terrorismo. Il social network più famoso del web, infatti, è sempre stato sensibile alla difesa della libertà d’espressione. Perché? Perché il suo obiettivo è di favorire la circolazione di valori sociali condivisi e positivi.

Valori che subiscono non pochi attacchi. Per questo, sul Il Sole 24 ore, sono state formulate domande e risposte per impedire al bullismo, al terrorismo e a tutte le cattive pratiche online di proliferare aumentando i rischi e penalizzando le opportunità di scambio.

Grazie a questo Facebook si può conversare e allargare i propri orizzonti instaurando nuove relazioni umane e professionali. Per farlo è importante avere la certezza di far parte di una comunità virtuale sana e sicura, aperta al dialogo e alla corretta socializzazione.

Come si fa? Leggiamo domande e risposte.

Facebook è contro il terrorismo e a favore della corretta socializzazione online

Facebook è contro il terrorismo perché vuole essere un luogo dove socializzare con le persone con cui si hanno in comune percorsi e interessi, di stare assieme e di accorciare le distanze geografiche. Per stringere dei legami, di qualunque natura essi siano, ci sono però dubbi, paure e insicurezze che vanno superate. Per questo Facebook ha chiesto ai suoi utenti come muoversi contro il terrorismo, le bufale e contenuti controversi. Le risposte, lette attentamente, possono fornire una guida alla sicura e corretta socializzazione online.

  • Come impedire ai terroristi di fare propaganda online?

Facebook è contro il terrorismo perché quest’ultimo utilizza pregiudizi e paure latenti che si attivano nel momento in cui, chi lo pratica, pubblica e condivide contenuti che alimentano allarmismi di varia natura (politica, religiosa, culturale) per mantenere alto il livello di tensione di una comunità.

Si tratta di una forma di manipolazione molto subdola che ha successo proprio perché invita a una reazione immediata. La propaganda è tale ed è pericolosa non solo quando si condivide un contenuto che veicola un messaggio negativo ma anche quando lo stesso messaggio negativo viene condiviso per portare portare l’attenzione sull’indignazione provata di fronte alla sua lettura.

Lo stesso meccanismo viene messo in modo anche dalle bufale o fake news e potrebbe essere interessante leggere 10 modi per imparare a riconoscere una bufale online. Come puoi impedire ai terroristi di fare propaganda online? Segnalandole, sempre.

  •  Quando una persona muore, cosa dovrebbe accadere alla sua identità online?

Nel tempo trascorso su Facebook hai raccolto e condiviso momenti della tua vita, soddisfazioni personali e professionali, scovato pagine interessanti e creato, con foto e status alla volta, la tua identità online.

Insomma, il profilo Facebook documenta la tua vita sia reale sia digitale ma, cosa succede quando si muore? Il social network risponde dando la possibilità di trasformare l’account in vita in un account commemorativo che non potrà essere violato o modificato se non dall’erede designato. Le pagine aperte in vita verranno eliminate in automatico, rimarrà solo il ricordo del profilo.

Se non vuoi che il tuo profilo diventi una commemorazione online, Facebook consente anche la possibilità di eliminare la vita trascorsa sul social network con tanto di istruzioni a riguardo. Per approfondire, ti consigliamo di leggere questa sezione.

  •  Con quanta sollecitudine i social media dovrebbero rimuovere contenuti e immagini controverse dalle proprie piattaforme?

Prima è, meglio è. Se non si vuole rischiare non solo di perdere fiducia nel proprio pubblico di riferimento ma anche per evitare segnalazioni e conseguenti provvedimenti da parte della piattaforma. Per questo Facebook è contro il terrorismo e qualsiasi impedimento alla libera condivisione.

  •  Chi decide cosa è controverso in una comunità globale e multiculturale?

Forse la risposta giusta non sta nel chi decide cosa è controverso e cosa non lo è ma nel quanti reputano un determinato contenuto offensivo e discriminatorio e in base a quali domande.

  • Quanti reputano offensivo una foto di nudo e perché?

Il confronto tra diverse culture riguardo a un testo potenzialmente provocatorio si svolge secondo le regole della buona educazione o è un’offesa gratuita? Quanti si pongono dubbi e domande su un contenuto presentato in un certo modo? Offende la sensibilità di un individuo o quella di una comunità diversa dalla mia?

Se dubbi e domande sono condivise da una comunità globale e multiculturale allora Facebook è contro il terrorismo in base alle reazioni scatenate da un contenuto controverso e discutibile, che danneggia la sensibilità della collettività riunita.

Vuoi continuare ad informarti liberamente? Firma la nostra petizione per impedire alla direttiva europea sull’Ancillary Copyright di non farci più condividere link online!

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  •  Chi deve definire cosa sia una notizia falsa e cosa sia un discorso politico controverso?

Così come i giornalisti e i politici di professione sanno cosa è giusto o sbagliato nello svolgimento delle proprie mansioni, spetta ai lettori o ai cittadini tener sotto controllo l’operato di chi si prende la responsabilità di informare o governare. Facebook è contro il terrorismo, la notizia falsa o un discorso politico controverso nel momento in cui il pensiero di pochi non collima con il pensiero o le nozioni di molti. Per saperne qualcosa di più, ti consigliamo di leggere questo articolo sui rischi della disinformazione.

  •  I social media fanno bene alla democrazia?

I social media sono degli strumenti. Come tutti gli strumenti, si devono avere delle competenze specifiche, che vanno dalla sociologia alla psicologia, dalla comunicazione alla tecnologia, per saperli usare nel modo giusto. Se sono usati correttamente possono anche far bene alla democrazia. Tuttavia, saper usare determinati strumenti non vuol dire saper in automatico cosa vuol dire democrazia. Sapere cosa sono i social media e il bene che possono apportare alla democrazia equivarrebbe ad avere la combo perfetta per vivere il digitale in modo sano e sicuro.

  •  Come possiamo usare i dati per portare benefici a tutti senza mettere a rischio la fiducia delle persone?

Chiedendo alle persone dalle quali si è ottenuto fiducia e rispetto se si possono usare i loro dati e perché avviando un confronto e una conversazione paritaria dove tutti gli interlocutori ci guadagnano. Se c’è collaborazione, si possono usare i dati per portare benefici comuni senza tradire la fiducia dell’individuo. Facebook è contro il terrorismo quando il suo ecosistema è composto persone capaci di dialogare e condividere, che collaborano per mantenere un clima sereno e civile. L’unione fa la forza, segui il lato buono della forza.

  •  Come bisognerebbe insegnare ai giovani utenti di internet quali sono i modi migliori per esprimersi in un ambiente protetto?

Le nuove generazioni non hanno difficoltà a imparare a usare e sfruttare le potenzialità offerte dai social network ma più che insegnargli ad esprimersi nella maniera corretta è forse più importante dargli gli strumenti educativi necessari per imparare a riconoscere le opportunità e i pericoli del contesto, fisico o virtuale, in cui si muovono.

L’educazione all’uso di internet parte dalla famiglia e prosegue durante il percorso scolastico. Se sono stati trasmessi valori solidi e modelli di comportamento validi e rispettosi dell’altro sarà naturale travasare gli stessi anche nella realtà virtuale. Solo in questo modo Facebook è contro il terrorismo, quando riesce a mantenere unite le persone nella condividere valori positivi e mantenere alta l’attenzione sul dialogo.

Vuoi continuare ad informarti liberamente? Firma la nostra petizione per impedire alla direttiva europea sull’Ancillary Copyright di non farci più condividere link online!

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