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Facebook, diritto d’autore, bufale e privacy: rimettiamo ordine

Posted on 06 Nov 2017
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Facebook e il diritto d’autore: norme, bufale e privacy

Vai su Facebook, scorri la home. Nella maggior parte dei casi vedrai tramonti, gattini, cagnolini, papere e pensieri di ogni tipo, forma e menzione.

Tutto nella norma fino a quando compare uno status che riporta un testo su come proteggere privacy e diritti d’autore. Lo leggi e, per scrupolo, fai come ti dice.

Copi e incolli sul tuo profilo. In questo modo, la vocina della tua riservatezza troverà pace e i tuoi contenuti saranno protetti e tutelati dall’uso improprio dei tuoi dati personali.

Giusto? Sbagliato. Se sei un veterano di Facebook è molto probabile che, a quello status griderai alla bufala in men che non si dica. Tuttavia, perché quel testo è una bufala e su quale tipo di ignoranza alimenta la sua fortuna? Rimettiamo ordine.

Facebook, la privacy e il diritto d’autore: questione di coscienza e impostazioni

Facebook è un bellissimo social network. Tuttavia è uno strumento che va usato con coscienza e dopo aver letto attentamente le impostazioni.

Nel momento stesso in cui ti iscrivi, ti verranno richiesti i tuoi dati personali e sta a te decidere quali rendere disponibili e quali no. La stessa cosa vale anche per i contenuti pubblicati.

Se senti il desiderio di far sapere alla comunità online alla quale ti sei iscritto che:

  • hai adottato un gattino,
  • stai vivendo un periodo felice o triste della tua vita,
  • hai raggiunto un obiettivo personale o professionale,
  • hai appena scoperto un posto dove si mangia e beve benissimo o
  • il tramonto di questa sera è particolarmente suggestivo,

sei libero di farlo. Non arrabbiarti poi se foto e testi vengono condivisi altrove, sfuggendo al tuo controllo. Perché, nel momento stesso in cui hai pubblicato, hai messo a disposizione del mondo digitale uno spaccato della tua quotidianità spostando i confini della tua privacy personale.

Hai reso il contenuto accessibile e condivisibile da tutti cedendo parte dei tuoi diritti d’autore. Copiare e incollare, su Facebook, un testo di tutela che non ha valore legale è un po’ un controsenso.

Puoi condividere tutto quello che vuoi riguardo la tua quotidianità, i tuoi interessi, le tue passioni ma questo va fatto con coscienza e dopo essersi informati sulle opportunità e sui rischi che troverai una volta che ti sarai iscritto a Facebook. Basta leggere le impostazioni per capire come muoversi e, sono più che sufficienti anche per non cadere nella trappola di quelle bufale che inneggiano alla tutela della privacy e dei diritti d’autore.

Se vuoi capire qualcosa di più su come funziona questo meccanismo che sfrutta l’ignoranza generando inutili allarmismi, potresti leggere anche quanto ha scritto e spiegato Maria Tolmina Ciriello in questo post.

Vuoi continuare ad informarti liberamente? Firma la nostra petizione per impedire alla direttiva europea sull’Ancillary Copyright di non farci più condividere link online!

campagna adesione poche parole

Facebook: piccoli suggerimenti per la tutela della privacy fai da te

Ci sono dei modi per condividere e godersi le opportunità di Facebook facendo attenzione a privacy e diritti d’autore. Prima di pubblicare o condividere qualsiasi cosa, domandati se:

  1. La foto di tuo figlio potrebbe influenzare in senso negativo la sua futura presenza e identità online.
  2. Il contenuto che vuoi condividere è adatto per un gruppo pubblico o ristretto o se è sufficiente pubblicare selezionando la voce amici nelle impostazioni.
  3. Hai il permesso da parte dei genitori di mostrare foto di minori.
  4. Le informazioni che offri veicolano dati sensibili. Ad esempio, dire che sei fuori casa per quindici giorni e lasci che sia visibile a tutti potrebbe essere un dato sensibile particolarmente appetitoso per i topi d’appartamento. In questo caso, meglio aspettare che un’esperienza sia passata, prima di comunicarla su Facebook.
  5. L’immagine che dai di te è adeguata e positiva. Sempre di più le aziende sbirciano i profili Facebook per valutare l’affidabilità di un candidato di lavoro. Se ti mostri mezzo nudo o in atteggiamenti scomposti sarai buffo e divertente per gli amici ma, se fossi in cerca di lavoro, potrebbe essere controproducente.
  6. Ci sono degli aspetti che potrebbero alimentare il fenomeno e la piaga del cyberbullismo.
  7. Incita alla violenza o all’odio. A volte, non ci si rende conto che basta poco per scaldare gli animi, siamo umani.

Facebook offre molte possibilità e funzioni per segnalare e bloccare casi che possono minacciare la libera condivisione e un’esperienza del mondo virtuale che avvicini le persone, invece di allontanarle.

Si interroga e chiede ai suoi utenti su come rendere sicura l’esperienza che offre. Nella sua lotta al terrorismo, alle bufale e al cyberbullismo non può però difenderti da te stesso e dalle bufale che altri, con la tua stessa libertà, immettono all’interno della piattaforma.

Che ne pensi? Sei ancora convinto che basti copiare incollare un testo che gira su Facebook per tutelare privacy e diritto d’autore?

1 Commenti

  1. Salve, dalla mia esperienza, non pubblico più niente del mio privato, condivido solo alcuni contenuti, a volte qualche citazione, e, stop. Per comunicare uso altro. E questo perché, gli hates, a volte, fanno degli errori madornali, e magari dove ci potrebbero essere anche dei connotati vicini ad un reato…. Lo ridicolizzano.

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