Diritto d’autore violato con il “Rumore Bianco”

Posted on 24 Gen 2018
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Sai cos’è il rumore bianco, “white noise” in inglese? Si tratta di un suono da ampiezza costante – un sibilo elettronico indistinto -e da assenza completa di ritmo. Tecnicamente un rumore completamente bianco non esiste, ma vi si fa riferimento per suoni come questo:

Esattamente questo video, così come se ne trovano a centinaia su YouTube, ha ricevuto ben cinque reclami per violazione di copyright.

Sebastian Tomczak, l’autore del video che si trova in Australia, ha dichiarato di aver realizzato il video nel 2015 e di averlo caricato su YouTube, e le accuse gli sono arrivate da editori di rumore bianco destinati alla terapia del sonno. Il rumore bianco infatti è utilizzato per facilitare relax, studio e concentrazione.

Normalmente è Google prima di tutti che inoltra automaticamente le richieste a nome dei creatori di contenuti se i suoi algoritmi trovano una corrispondenza ravvicinata tra il contenuto di due video, ma in questo caso i reclami nei confronti di Tomczak non richiedono la rimozione del video, ma la ricompensa di eventuali entrate derivanti dalla pubblicità ad esso associata.

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Le affermazioni si riferiscono a parti specifiche di video altrettanto lunghi di rumore bianco pubblicati anche sul sito.

Si sono già verificati casi simili prima. Nel 2012 un utente di YouTube ha riferito di aver affrontato richieste di copyright per il canto degli uccelli catturato sullo sfondo di uno dei suoi video. Pazzesco, vero?

In quell’occasione, però, un portavoce del ricorrente in questione ha affermato che il reclamo è stato effettivamente effettuato dal sistema automatizzato di YouTube, e la richiesta fu presto rimossa.

Rumore Bianco: è possibile la violazione di copyright?

Una portavoce di Google, che come sappiamo è proprietaria di YouTube, afferma che il sistema di identificazione del contenuto proposto per ogni nuovo video funziona automaticamente confrontando il contenuto appena caricato con i file forniti da altri creatori di contenuti. Una corrispondenza potrebbe indicare che un’opera è stata copiata, ma le clip di rumore bianco sono troppo indistinte per il corretto funzionamento degli algoritmi di Google.

L’accuratezza dei nostri sistemi di abbinamento non può che essere all’altezza della precisione di ciò che i titolari del copyright presentano“, ha detto la portavoce. “Abbiamo team di revisione che lavorano per intercettare e prevenire affermazioni imprecise, intraprendere azioni contro i titolari di copyright che causano consapevolmente o ripetutamente errori e offriamo un solido processo di contestazione per gli utenti che ritengono che il loro video sia stato rivendicato per errore.

Secondo Google, il tasso di richieste non valide è inferiore all’1%.

Nel frattempo, è evidentemente sempre più necessario un controllo sulle violazioni di copyright meno automatizzato e più “umano”: il rumore bianco per definizione è senza ritmo, e i classici sistemi di individuazione di violazione di copyright non possono che essere affinati e umanizzati per poter riconoscere i reali casi di violazione.

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