Istruzione e copyright: cosa succede se si scontrano?

Creatività e diritto d’autore: verso un nuovo tipo di cultura?

Posted on 22 Dic 2017
0 commenti

La creatività costruisce qualcosa, il diritto d’autore si occupa di tutelare il prodotto finito, frutto della creatività stessa.

Prova a pensare al cinema. Stai vedendo un film, ti immedesimi nella storia e ti lasci coinvolgere. Una volta finita la visione te ne vai con un’esperienza in più che è solo tua ma, per curiosità, sei mai rimasto anche per vedere i titoli di coda?

Se sì, è probabile che tu sia una persona curiosa che non si accontenta del contenuto ma vuole sapere chi ha lavorato su di esso.
Se no, forse fai parte di un nuovo tipo di cultura che fruisce senza immaginare il dietro le quinte del film.

Il secondo caso appartiene a una nuova cultura del mondo digitale che rende complessa l’applicazione dei diritti d’autore. La domanda di questo post è:

Si può tutelare la creatività tenendo conto anche della cultura della libera condivisione?

Creatività e cultura online: diritti d’autore, tra condivisione lecita e no

Il video su Youtube o il post su un blog di ricette sono, come il film che hai visto al cinema, prodotti creativi tutelati dal diritto d’autore.

In che modo si può fare questo, se un tipo di cultura non riesce a immaginare il lavoro che sta dietro a un contenuto online? Secondo quanto dice Anna Ascani su AgCult:

“I ragazzi spesso non sanno che sopra certe opere c’è un diritto d’autore da tutelare perché pensano che tutto sia immediatamente disponibile e quindi, libero”.

Questo non sapere cosa c’è dietro al fare fa parte di una cultura che si è sviluppata per la facilità e velocità di accesso che si ha con le informazioni online.

Tornando alla metafora del cinema; è come se tu avessi a disposizione 24 ore su 24 un film di contenuti che scorrono e che possono essere condivisi ovunque. Proprio perché sono sempre a disposizione, non si approfondisce su chi li ha creati e quale processo creativo ha seguito per arrivare a quel risultato.

Viene dato per scontato che il contenuto non è più di chi l’ha creato ma di chi ne ha fruito. Questo causa un vuoto tra ciò che è lecito:

  • condividere e far sapere dell’esistenza di un prodotto creativo. Il film ti è piaciuto e il giorno dopo lo dici a tutti gli amici e i conoscenti che potrebbero apprezzarlo convincendoli ad andare anche loro al cinema, per vederlo.

e ciò che non lo è:

  • attribuirsi la proprietà della copia e condividerla aggirando le norme del copyright. Hai pagato l’ingresso al cinema e hai registrato il film dall’inizio alla fine. Senza godertelo sul momento perché hai pensato di registrarlo per poi rivederloa casa, magari con quegli amici che condividono lo stesso tipo di cultura. Un tipo di cultura che, in fondo, non immagina che il risparmio sul biglietto d’ingresso equivale a un mancato introito per chi, su quel film, ci ha lavorato rimanendo gabbato sul piano della tutela.

Creatività e diritto d’autore: verso un nuovo tipo di cultura

Le problematiche che il mondo digitale e le moderne tecnologie hanno fatto emergere su creatività e diritto d’autore evidenziano un tipo di cultura che non va presa sottogamba.

Hai tutti i diritti di fruire e condividere un contenuto che ti è piaciuto o ti ha risolto un problema ma è anche vero che anche all’autore vanno riconosciuti i diritti sull’opera creativa.

Forse, per far sì che i diritti d’autore si inseriscano nella cultura digitale è importante trovare una giusta via di mezzo tra diritti e doveri senza incorrere nel rischio che l’applicazione del copyright sappia di censura.

E tu, che ne pensi?

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *