Copyright e ispirazioni: la direttiva UE prende spunto dall’Italia

Posted on 26 Gen 2018
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Copyright e ispirazioni: perché il digitale guarda l’Italia

A quali ispirazioni si deve rivolgere il copyright per tutelare i contenuti digitali? La direttiva UE, dopo le proposte della Germania e le conseguenze del caso spagnolo pensa e propone di guardare l’Italia per risolvere il bisogno, sempre più incalzante, di trovare un modello di tutela unico e adatto a tutta Europa.

In che senso? Proviamo a scoprirlo.

Copyright e ispirazioni: l’Italia come modello per tutelare i contenuti digitali?

Secondo quanto riportato sul Sole 24 Ore, il Copyright in Italia rimane, assieme a quello francese, il modello più interessato a tutelare prima i contenuti e poi i soggetti che si occupano di crearli e divulgarli. Eppure la direttiva UE vorrebbe aggiungere all’art. 11 un nuovo diritto a favore degli editori di opere giornalistiche che sarebbero giustificati a:

  1. Decidere cosa può essere duplicato e condiviso online,
  2. Partecipare attivamente, secondo gli interessi dell’autore, alla produzione di contenuti digitali,
  3. Salvaguardare la libertà di stampa per tutelare l’informazione di qualità offerta ai cittadini.

Le ispirazioni prese dall’Italia in tema di Copyright offrono, infatti, l’opportunità di tutelare l’editoria tradizionale per renderla competitiva sul mercato digitale. L’idea è trovare l’ingrediente segreto della sostenibilità economica destabilizzata dall’entrata in scena di operatori online e aggregatori di notizie.

Tra copyright, ispirazioni e direttive UE vien da chiedersi se, ancora una volta, il diritto d’autore non continui a rimaner impelagato in quella che sembra sempre e solo una questione di soldi.

Vuoi continuare ad informarti liberamente? Firma la nostra petizione per impedire alla direttiva europea sull’Ancillary Copyright di non farci più condividere link online!

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Il Copyright ispirato all’Italia: quali sono i pregi e quali i difetti?

Il Copyright ispirato all’Italia ha tra i suoi pregi la possibilità di promuovere il ruolo dell’editoria tradizionale che tutela l’opera creativa e i diritti d’autore su di essa. Tuttavia, come in tutte le cose, c’è il rovescio della medaglia.

Su Il Sole 24 Ore, infatti, si scrive che in Italia titoli ed estratti sono protetti secondo le regole stabilite dalla concorrenza e non secondo quelle che fanno riferimento alle regole autoriali.

In tal senso, sembra quasi che quando si parla di contenuti digitali l’interesse di tutela si concentra più sugli editori che sugli autori, titolari e proprietari dell’opera creativa stessa. Un aspetto che, purtroppo, si inserisce nella categoria dei difetti perché rafforza il potere dell’editoria e limita e penalizza l’autore che mette a sua disposizione ingegno e creatività senza aver voce in capitolo.

In pratica, i guadagni dell’editore diventano più certi mentre all’autore viene limitato il diritto ad esercitare il principio di negoziazione.

In tutto questo, quale sarà il destino dell’opera creativa o contenuto digitale?

Arriverà su una scrivania o tra le cartelle di file di un editore per poi essere pubblicata e condivisa o c’è il rischio che, alla fine, venga dimenticata diventando non accessibile al potenziale lettore/fruitore di contenuti?

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