Ancillary Copyright: perché la direttiva incide sui diritti di consumatori

Posted on 24 Mag 2017
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Ancillary copyright: quali sono gli effetti della sua applicazione sui diritti di chi utilizza il web?

Il diritto assegnato agli editori, da applicare al mondo digitale e già in vigore come diritto ausiliario o diritto accessorio in Germania e in Spagna, è oggetto della riforma della normativa UE sul diritto d’autore (pdf) proposta dalla Commissione europea il 14 settembre 2016.

Nel mirino il web che usiamo tutti i giorni: aggregatori di notizie e social network

Che cosa sono gli aggregatori di notizie? Pensiamo a Google News, ad esempio.

Si tratta di siti web specializzati nel fornire servizi di informazione quando cerchiamo i fatti del giorno. In genere si presentano come elenchi di link, ciascuno dei quali è corredato da una breve descrizione e spesso da una piccola immagine. Questi progetti web si fondano sulla pubblicazione di contenuti sempre aggiornati che, tramite link, collegano l’utente a un grande numero di siti del mondo editoriale, giornalistico e culturale.

Attualmente Google News, il noto sito aggregatore specializzato in notizie, è tra le fonti più utilizzate per reperire novità e aggiornamenti.

Chi utilizza i siti aggregatori di news? Siamo noi: i lettori delle notizie quotidiane, gli imprenditori che selezionano i temi su cui rimanere informati, da approfondire eventualmente su fonti specializzate in un secondo momento, i professionisti del digitale che si basano sugli eventi del giorno per trovare spunti ai loro contenuti. Anche il settore dei social network fa parte del quadro: la condivisione dei link – collegamenti ipertestuali – e degli snippet – le anteprime di testo degli articoli originali – su Facebook, Twitter e sulle altre principali piattaforme potrebbe diventare soggetta ad una serie di licenze.

Gli effetti dell’ancillary copyright sulle imprese e sui consumatori

La proposta di applicazione del diritto per gli editori, nel contesto della legislazione sul copyright, mira ad armonizzare la preesistente normativa, storicamente frammentata e diversificata per ognuno dei paesi membri dell’Unione Europea. Da una parte la facoltà degli editori di richiedere il pagamento dei diritti ausiliari appare uno strumento utile per tutelarsi da chi fa del copia-e-incolla un’attività di puro lucro senza riconoscere nulla alla fonte originale.
D’altro canto, i diritti applicati alla pubblicazione di brevi estratti e link su siti, aggregatori di notizie e social network prospettano un passaggio in più da compiere: ciò potrebbe rallentare il processo di circolazione delle informazioni e delle notizie per gli utenti della rete.
Inoltre, a causa dell’aggiungersi di nuovi diritti a monte, noi utenti potremmo trovarci di fronte ad un aumento di prezzi sia nell’accesso ai contenuti dei siti di informazione, sia nell’acquisto di prodotti editoriali sulle piattaforme web specializzate in vendita. Infine le imprese e le startup innovative basate su questi tipi di contenuti potrebbero incorrere in un aggravio di costi che non sono in grado di sostenere.

La chiusura di Google News in Spagna è un esempio concreto delle conseguenze a cui può portare una riforma dai risvolti articolati: arrivare a modificare profondamente il sistema dei contenuti accessibili all’utente.

Quale strada per non bloccare la circolazione dei contenuti nel web?

L’ancillary copyright consentirebbe agli editori di prendere parte ai ricavi degli aggregatori di notizie, ma creerebbe al contempo una sorta un filtro alla diffusione dei contenuti. Senza autorizzazione alla pubblicazione, tantissimi link e brevi testi che ora possono circolare liberamente anche su blog e siti piccoli ma di qualità rimarrebbero bloccati sul confine della legalità in un sistema web che si annuncia più chiuso e più povero di contenuti.

La strada per tutelare i diritti degli editori anche nel settore digitale è aperta da tempo, la soluzione migliore è da perfezionare: la scelta di una normativa unica europea rimane necessaria. Vanno conservate le aperture utili per mantenere vitali le opportunità offerte dal web alle imprese, anche le più piccole, e per consentire al navigatore l’accesso a una pluralità di fonti dove può reperire le informazioni desiderate.

Come mantenere equilibrio e libertà nell’ecosistema web?

Il processo di definizione del diritto accessorio in sede europea manifesta l’esigenza di trovare una strada comune e rivela ancora una volta la natura del web come ecosistema.

Oltre ad assicurare la protezione di editori e di autori resta essenziale conoscere chi abita la rete accanto a loro: insieme ai colossi del digitale i protagonisti sono le aziende, i professionisti del marketing e soprattutto gli utenti finali, i navigatori che utilizzano il web nella vita quotidiana. Essere consapevoli degli attori coinvolti è necessario, perché il web è come un ecosistema nel quale tutte le parti sono interconnesse tra di loro e hanno un proprio ruolo nel determinarne l’equilibrio. Per questo motivo la ricchezza del dibattito sul copyright europeo e nella fattispecie sull’ancillary copyright presenta opportunità di sviluppo importanti: ha, prima di tutto, la missione di continuare a rispecchiare la complessità della rete, il mondo composito che la vive e il diritto di questo a fruirne con libertà.

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