Bufale online: cosa sono e come riconoscerle

Posted on 31 Mag 2017
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Quando si passa tanto tempo online, dopo un po’, non si fa quasi più caso al sito che pubblica una notizia. “Leggo” diventa “Lercio” e nemmeno te ne accorgi. A volte condividi senza nemmeno leggere, semplicemente perché chi ha pubblicato la notizia è una persona di cui ti fidi. E’ un po’ come il “visto in tv” delle pubblicità, quelle della padella di rame solo per oggi a 19,99 euro. Hai presente?

Ecco cosa sono le bufale, quelle notizie che sembrano (quasi) reali e che si rivelano, ad una lettura un attimo più attenta, una grandissima stupidaggine. A chi non è capitato di caderci?

Esistono fin dai tempi più antichi, sfruttano l’effetto a sorpresa e operano nello spazio che si crea tra leggerezza e conoscenza. Anche il web ne è pieno. Soprattutto il web, bisognerebbe dire.

Che cosa sono le bufale?

La bufala è la femmina del bufalo. Non ridere, è la prima definizione che ne dà il vocabolario mentre la seconda è “Notizia giornalistica priva di fondamento”.

Compito di chi vuole fare informazione è informare, rendere nota una notizia vera. Nel fare ciò, quelli che si occupano di scrivere, di comunicare devono possedere competenze specifiche, formazione culturale e, soprattutto, fonti verificabili e attendibili. Le nuove tecnologie e il mondo digitale offre molto, moltissimo materiale in tal senso ma tra le fonti utili si mescolano anche le bufale.

Dall’altra parte, il lettore non ha tempo né voglia di stare a vedere e controllare se ciò che legge è vero oppure no. Vuole sapere dove andare a mangiare e cerca le recensioni del ristorante più vicino che deve essere alla moda, di qualità e a buon prezzo. Il lettore del web ha fretta e, allo stesso tempo, si aspetta che il suo bisogno d’informazione sia soddisfatto e non gli piace essere preso in giro. Le bufale sono vissute come una presa in giro e una mancanza di rispetto. Torneresti su un articolo che ha tradito la tua fiducia e insultato la tua intelligenza come fanno le bufale, probabilmente no. Vero?

Come riconoscere una bufala sul web

Ci sono bufale e bufale. Alcune si possono smascherare facilmente perché diffondono una notizia palesemente assurda (avvistati gli asini che volano). Altre, invece, sono confezionate in modo tale da sembrare credibili. Un esempio sono quelle notizie che annunciano la morte di un personaggio celebre e in età avanzata come è successo con Angela Lansbury, l’attrice che interpretò la signora in giallo Jessica Fletcher tra la fine gli anni ‘80/’90.

“Morta la Signora in Giallo” – lutto nazionale. Invece, è ancora lì ad aspettare che il prossimo omicidio si compia. Non sarà lei l’assassina (delle vere notizie)?!

Sono bufale perché prive di fondamento, pubblicate per attirare l’attenzione, per aumentare le visite ai siti che vendono palesemente pubblicità, seminare virus. Non dicono nulla di interessante, non veicolano cultura, alimentano paure e allarmismi e proliferano, danneggiando la reputazione dei media tradizionali e mantenendo il pubblico nell’ignoranza. In parole povere, tutti ci caschiamo e condividiamo bufale almeno una volta nella vita, alimentando il mercato nero dell’ignoranza. Non quella dell’accezione comune ma proprio quella del leggo il titolo, condivido e veicolo cavolate. La più imperdonabile delle leggerezze!

Come riconoscere e come comportarsi in caso di bufale

Le bufale sono un problema di tutti, non solo dei professionisti. Quindi, prima di condividere, commentare o anche mettere solo un mi piace a un post che ha attirato la tua attenzione, semplicemente leggi con attenzione!

Se ti trovi a un caso di falsa informazione:

  • segnala la cosa a chi di competenza,
  • avvisa chi ti sta intorno che è una bufala
  • non condividere a caso.

Questi piccoli gesti di responsabilità saranno di aiuto sia per gli addetti ai lavori, sia per gli utenti e farai la differenza per la lotta contro le bufale.

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