Censura e copyright: questione di mezzi, fini o filtri?

Posted on 13 Feb 2018
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Il legame tra censura e copyright continua a preoccupare la comunità digitale. Più il legame si fa stretto e maggiori saranno i cambiamenti delle modalità di fruizione e condivisione di contenuti e informazioni.

È un tema che, volente o dolente, ti tocca da vicino perché tu, di questa comunità digitale, fai parte.

Ne fai parte ogni volta che accedi a Internet per cercare il numero di telefono del tuo ristorante preferito o per controllare che si dice su Facebook.

Ne fai parte anche quando invii un pensiero su Twitter o fotografi il tuo pranzo su Instagram.

Ne fai parte, in quanto membro passivo e attivo della comunità digitale. A prescindere dalla piattaforma social che utilizzi.

E se un filtro ti impedisse di trovare l’informazione che cerchi o di condividere l’attimo che stai vivendo offline? Potrebbe succedere, perché? Sei vittima di una qualche forma di censura o hai violato una qualche norma del copyright?

Proviamo a capirlo.

Censura e copyright: l’ingranaggio a forma di filtro automatico

Ti ricordi quando si parlava di copyright e macchina della censura online?

Il 2017 era appena iniziato e la commissione europea propose di creare un filtro automatico per facilitare la verifica di tutti i contenuti caricati in rete e, al limite, bloccarli. La proposta ha incontrato diverse perplessità:

  1. A chi spetta il compito di monitorare i contenuti da filtrare a sostegno del copyright ausiliario? La parola automatico potrebbe sembrare fuorviante perché, in fondo, si sta parlando di uno strumento che regolamenti la libera condivisione e, per quanto automatico possa essere, non è poi così immediato. Ci sarà sempre l’elemento umano che dovrà renderlo funzionante ed efficace.
  2. È giusto caricare aziende e aggregatori di notizie della responsabilità di controllare tutti contenuti che ogni giorno, ora, minuto, secondo vengono caricati online generando un flusso continuo e ininterrotto di informazioni?
  3. Attraverso quali modalità si possono riconoscere i contenuti buoni da quelli cattivi e poi filtrarli?
  4. Il filtro deve essere applicato a tutti gli utenti del mondo digitale? Grazie allo smartphone e a una buona connessione internet, il successo di gattini e selfie, meme e foto di viaggi ed esperienze reali, ogni utente è, di fatto un produttore di contenuti. Non è che forse siamo un po’ tantini, per un filtro automatico?

Tutti dubbi che sono stati espressi e spiegati anche con la metafora del the, verso la fine del 2017. Quesiti a parte, la macchina della censura ha mantenuto il suo moto grazie a un ingranaggio a forma di filtro automatico, detto anche upload filter. Cosa comporta questo?

Vuoi continuare ad informarti liberamente? Firma la nostra petizione per impedire alla direttiva europea sull’Ancillary Copyright di non farci più condividere link online!

campagna adesione poche parole

Censura e copyright: quando sembra che il mezzo giustifichi il fine

Il collegamento tra censura e copyright sembra farsi sempre più stretto, invece di correre in parallelo senza incontrarsi mai. Secondo quanto scrive Bruno Saetta su Valigia Blu:

L’articolo 13 della proposta di riforma direttiva del copyright prevede per le piattaforme del web l’obbligo di sistemi di filtraggio dei contenuti caricati online dagli utenti imponendo un monitoraggio generalizzato […] di tutto ciò che i cittadini caricano sulle piattaforme online, con grave detrimento della libertà di manifestazione del pensiero.

il copyright ausiliario non sembra altro che un mezzo per raggiungere il fine ultimo della censura. Per farla breve, censura per tutti e condivisione per nessuno.

Questo dà il via libera alla possibilità di usare il diritto d’autore per censurare l’informazione e procedere al controllo generale del web con il rischio, sempre più concreto, di bloccare il libero pensiero e/o la libertà di parola.

L’unico filtro possibile?

Rimanere informati, per tutelare in prima persona il proprio spazio online e la libertà di condivisione di contenuti propri e altrui (sempre ricordando di menzionare la fonte originale).

Sei d’accordo?

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