Censura e copyright: a quale filtro appartengono e si collegano?

Posted on 09 Dic 2017
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Parliamo del fil rouge che collega censura e copyright. Proviamo ad esplorare la nuova riforma del copyright proposta in Commissione Europea.

Cosa hanno a che fare censura, copyright e filtro? Prima di spiegare cosa sta avvenendo sul web, proviamo ad usare la metafora del the o della tisana, a tuo gusto.

Il the essiccato è la materia prima, l’acqua bollente è il mondo digitale. Unisci le due cose e otterrai una bevanda da sorseggiare con calma, per scaldarti o per trovare un’ancora di salvataggio dopo l’ennesima abbuffata natalizia (o informativa).

Fin qui, tutto chiaro? Buono il the, non hai trovato foglioline che si sono incastrate fra i denti, vero?

Se ci pensi bene, stai sorseggiando qualcosa che è stato filtrato durante la preparazione. Il punto di questo post e della metafora utilizzata per il copyright e la censura è, come è stato filtrato?

Manualmente, utilizzando un passino o automaticamente, mettendo in infusione il the in bustina? Ora che hai una metafora a disposizione, vediamo come trasportarla sul piano dei contenuti e della condivisione.

Censura e copyright: il sapore dei contenuti e la metafora del filtro

La metafora del filtro sorge spontanea quando, leggendo l’articolo di Agenda Digitale, fa notare all’utente che il filtro automatico ha sapore di censura. Si tratta di un modo per introdurre a te, fruitore di contenuti, come si sta evolvendo la riforma europea del copyright.

L’idea di fondo è di filtrare tutte le materie prime che si riversano online e che potrebbero violare la legge sul copyright. Questo vuol dire che se tu vuoi preparare un video da caricare su YouTube sarà prima soggetto all’uso di un filtro automatico per tutelare i tuoi diritti d’autore. In pratica, si mette una bustina da the al tuo contenuto quando magari, che so, avresti voluto filtrarlo prima tu e con i tuoi strumenti e conoscenze.

Non c’è niente di male nel filtrare i contenuti. Solo che la proposta di introdurre un filtro automatico non è stata approvata in commissione europea in quanto non tiene conto che, sempre secondo quanto riportato su Agenda Digitale:

“Gli algoritmi non sono in grado di comprendere e interpretare tutte le eccezioni al diritto d’autore”.

 

In più, il filtro automatico per tutelare il copyright:

  1. penalizzerebbe gli e-commerce le cui direttive non prevedono il monitoraggio costante e continuo dei contenuti. Sta all’utente segnalare una violazione e al fornitore del servizio di rimuoverlo. (Prova a immaginare questa procedura, detta notice and takedown, come il passino che usi per filtrare il the sfuso).
  2. aumenterebbero i rischi collaterali di un’applicazione manuale del filtro, messa a punto da persone con diversi livelli di preparazione. Insomma, il rischio è di fare di tutta l’erba un fascio censurando contenuti leciti e illeciti.

Secondo questi due punti, quindi, il filtro automatico non è applicabile e ha sapore di censura.

Vuoi continuare ad informarti liberamente? Firma la nostra petizione per impedire alla direttiva europea sull’Ancillary Copyright di non farci più condividere link online!

campagna adesione poche parole

Censura e copyright: la libera condivisione è fuori pericolo?

Anche se la proposta di applicare un filtro automatico per tutelare le norme del copyright non ha ricevuto l’ok perché potrebbe portare all’inasprimento della pratica della censura, la libera condivisione non è fuori pericolo.

La riforma di tutela di diritti e guadagni di autori ed editori continua a studiare un modo per arginare la forza comunicativa e divulgativa di aggregatori di notizie che, in inglese, vengono denominate OTT (Over The Top Content).

Piattaforme digitali che hanno fatto la loro fortuna sulla raccolta, distribuzione di ogni tipo di contenuto da cui si può accedere con facilità. Basta uno smartphone e una buona connessione, per fruire di contenuti in tempo reale.

E tu che ne pensi?

Anche tu credi sia necessario un filtro e, come lo applicheresti senza rischiare un sapore da censura tutelando, allo stesso tempo, il tuo diritto di sorseggiare contenuti di qualità?

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