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Bufale sui prodotti Apple e Samsung: da dove nascono e come proliferano?

Posted on 10 Apr 2018
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Le bufale sui prodotti Apple e Samsung sono materia prima succosissima per chi si diverte a creare contenuti online che invece di informare, disinformano.

La velocità con cui i prodotti tecnologici vengono introdotti e tolti dal mercato fa supporre che quegli stessi prodotti siano di scarsa qualità. Da qui il mito che i prodotti Apple e Samsung durano poco perché, come si dice, non si fanno più le cose di una volta.

Quello che un tempo era fatto per durare ora è fatto per scadere per indurre il consumatore a spendere costantemente ed è su questo ragionamento che nascono e proliferano le bufale Apple e Samsung.

Complotto? Parliamone

Bufale sui prodotti Apple e Samsung: tecnologia di una volta e di oggi a confronto

La tecnologia, prima dei prodotti Apple e Samsung, era più semplice da progettare, da produrre e da fruire.

La tecnologia di una volta non faceva telefoni con le quali scattare immagini da condividere sui social, in tempo reale e in qualsiasi luogo. Rubrica, chiamate e messaggi e stop. La tecnologia di una volta si usava di meno e solo per chiamate di lavoro o d’emergenza (e pregando che ci fosse rete). Il cellulare o la tv si acquistavano nel punto vendita più vicino e li si sostituiva solo in caso di estremo bisogno.

I prodotti tecnologici Apple e Samsung, invece, consentono di:

  • guardare serie tv,
  • chiacchierare con gli amici sui Social Network,
  • vendere e acquistare prodotti e servizi,
  • prenotare viaggi,
  • pagare le bollette e
  • tanto altro ancora.

In pratica, basta uno smartphone per accedere al web sempre, ovunque e in qualsiasi momento. La facilità di accesso e fruizione al mondo virtuale non è dovuta solo a una buona connessione internet ma è il frutto della ricerca e dello sviluppo continuo di una tecnologia complessa che, più si usa e più si usura.

La vita media di un prodotto tecnologico della Apple è di 4 anni per uno smartphone e 5 per un computer. Per paradosso, i prodotti Apple e Samsung hanno subito un rallentamento delle vendite non perché durano poco ma perché la clientela si affeziona ai modelli considerati obsoleti e ancora perfettamente funzionanti. Di conseguenza, gira voce che aziende come Apple e Samsung puntino a rinfrescare design e a creare pubblicità, prediligendo la quantità alla qualità.

Dalle informazioni riportate su Wired però non si capisce se questa strategia aziendale è bufala o verità perché, effettivo, non si può calcolare con esattezza la vita media dei prodotti Samsung e Apple.

Funzionanti o meno, l’idea che i prodotti Apple e Samsung durino poco, che sia per strategia aziendale o per scarsa qualità della tecnologia che li compone, è la base sulla quale si strutturano diverse bufale e fake news. Ad esempio?

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Bufale sui prodotti Apple e Samsung: una selezione delle più clamorose

Fatte le dovute premesse, abbiamo raccolto le più clamorese bufale sui prodotti Apple e Samsung:

  • La bufala riguarda la percezione della loro durata di vita e sfrutta il pensiero che prima smette di funzionare e più è probabile che la qualità sia scadente o resa tale per strategie di vendita. Forse non si può calcolare con esattezza il ciclo di vita dei prodotti tecnologici di ultima generazione ma è certo che tendono a costare un occhio della testa e un rene non appena esce l’ultimo modello.

In tal senso, è facile che nascano bufale in cui si promettono, gratuitamente:

  • Apple non sigillati o tv Samsung male imballati
  • 144 Smartphone Samsung contaminati da scie chimiche (Ohibò!)

E che proliferano grazie a un mi piace, la condivisione o un commento su Facebook. Sono falsi contest che non fanno parte della politica di tutela e lotta alle fake news seguita dal social blu.

Altre bufale su Apple e Samsung, decisamente inquietanti, sono:

  • l’installazione di chip sulle batterie dei Samsung per spiare i clienti,
  • false date di lancio riguardanti i prodotti Apple e
  • fake news che indicavano Google pronto ad acquistare Apple

Sono bufale che sono diventate virali e generando paure e allarmismi.

Il problema delle fake news non è una novità, accadeva anche prima dell’avvento del digitale. Questo non vuol dire che la censura sia l’unica soluzione al problema perché questo andrebbe a limitare anche la filosofia del web, fondata sul libero accesso alle informazioni (utili) e loro condivisione.

Sei d’accordo?

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