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Blockchain contro la pirateria online: che cos’è e perché sarebbe utile

Posted on 22 Ago 2018
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Da qualche tempo, sul web, si ragiona sul fatto che la blockchain potrebbe fermare la pirateria online.

Le perdite per il settore televisivo e cinematografico sono, ogni anno, sempre più alte. Secondo alcune ricerche – come quella condotta da Digital TV Research negli Stati Uniti – ogni anno la cifra si aggira sui 50 miliardi di dollari, stimati calcolando la grande fuga che riguarda serie tv, film e programmi tv di ogni genere. Le cifre, a quanto pare, sono poi destinate a crescere ogni giorno di più.

Perché le cifre della pirateria online crescono di ora in ora, con danni irreparabili per gli operatori del settore (ma non solo)? Semplice, tendiamo (tutti) a pensare che non sia un reato fruire di contenuti creati da piattaforme pirata come Torrent o, ancora più illegali, siti che si raggiungono attraverso quello che si conosce come il deep web, il lato oscuro della rete dove si trova davvero di tutto – dalle serie tv piratate ad armi e droga.

Quanto vale, invece, nel nostro paese questo business? Tantissimo, troppo: circa 6 miliardi di euro e 6.00o posti di lavoro all’anno. Qualcosa a cui porre rimedio, non trovi? Una soluzione, secondo molti esperti, sarebbero azioni di blockchain.

Che cos’è la blockchain

Cominciamo con il capire che cos’è la blockchain e a cosa serve.
Secondo Wikipedia, la blockchain è letteralmente una catena di blocchi che servono a creare un processo che coinvolge un insieme di oggetti o soggetti che condividono tecnologie informatiche come banda per la connessione ad Internet, potenza di calcolo (CPU) e memoria. Queste risorse vengono condivise tra i membri di una comunità per uno scopo preciso.
Il processo di blockchain prevede un protocollo condiviso dalla comunità di utenti che funziona da connettore e delle tecniche di crittografia utilizzate come porta di ingresso e sistema di sicurezza. I dati vengono conservati dalla blockchain, come avviene per i dati conservati da banche e assicurazioni.

Fonte: blockchain4innovation.it

Famosa per essere legata al fenomeno dei bitcoin, la tecnologia della blockchain torna alla ribalta nel 2014. Gli investimenti su questo settore aumentano e così la fiducia nel processo. Secondo una startup tutta italiana, Reply, la blockchain rivoluzionerebbe il sistema economico così come lo conosciamo:

La blockchain è un registro transnazionale sicuro, condiviso da tutte le parti che operano all’interno di una data rete distribuita di computer. Registra e archivia tutte le transazioni che avvengono all’interno della rete, eliminando in definitiva la necessità di terze parti “fidate”. Il mondo si è da sempre basato sullo scambio di beni che hanno un determinato valore. In tempi remoti lo scambio avveniva fisicamente, poi si è passati alla necessità di introdurre terze parti che fungessero da garanti dello scambio, con la tecnologia blockchain lo scambio può avvenire con un elevato livello di sicurezza, certificato dalla rete, senza la necessità di un garante.

Vista l’estrema versatilità di questa tecnologia basata sulla fiducia reciproca e sulla condivisione delle risorse (che ricorda tanto il paradigma della sharing economy, non trovi?) perché non utilizzarla per fermare la pirateria online?

Blockchain vs. pirateria online

Un sistema basato sul blockchain, dicevamo, è basato su fiducia e condivisione. Ideologicamente, Internet potrebbe tranquillamente evolversi verso una mega blockchain. Il problema è che le persone cercano, utilizzano e condividono contenuti pirata – in particolare, musica e film – perché non vi attribuiscono alcun valore. Questo fa in modo che l’illegalità dilaghi e la pirateria online (e i danni che essa procura) dilaghi.

Come può una tecnologia basata sul processo di blockchain fermare la pirateria online?

Diventa complicato condividere qualcosa a cui, fondamentalmente, hanno accesso tutti. Questa è la vera rivoluzione che la blockchain potrebbe introdurre nelle nostre vite digitali e non. Il sistema basato sulla blockchain permetterebbe di rintracciare i contenuti, gli utilizzatori ed i proprietari in modo veloce e sicuro.

Sono molte le aziende che stanno cercando soluzioni basate su questo tipo di processo, come Virtual Team ad esempio. C’è chi ha addirittura proposto la creazione di una carta di identità digitale per i contenuti. I vantaggi sono evidenti: copyright unico, facilità di tracciamento del contenuto, distribuzione chiara delle royalities e processo totalmente trasparente. Il rovescio della medaglia, però, è rischioso e meno cristallino: la classificazione di ogni contenuto presente online (che è stato già tentato una decina di anni fa con l’introduzione del concetto di web semantico, operazione non riuscitissima degli studiosi del sistema digitale dell’epoca) ed il rischio di una polizei per ogni movimento sospetto, oblio e altre forme simili di censura.

Sicuramente la blockchain è una tecnologia utile ed all’avanguardia ma, come tutte le cose, presenta pro e contro nella sua applicazione che dipendono moltissimo anche dai soggetti che la applicano.

Tu cosa ne pensi? Lasciaci la tua opinione nei commenti.

 

 

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