Aziende digitali e copyright: perché c’è preoccupazione nell’aria?

Posted on 08 Ago 2018
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Le aziende digitali sono preoccupate perché hanno compreso che la direttiva sul copyright attraversa diversi settori. Realtà grandi e piccole che hanno saputo cogliere grandi opportunità grazie alla condivisione e al libero accesso alle informazioni ora rischiano di vedere tutto il frutto del loro lavoro di comunicazione andare in fumo.

In tal senso, è naturale che le aziende che operano e cooperano nel digitale invitino, in cerca di rassicurazioni, il Parlamento Europeo a guardare al diritto d’autore e alla sua regolamentazione come un punto di partenza per promuovere un mercato unico digitale per definire una strategia che non intacchi gli equilibri necessari a creare nuove opportunità di informazione, lavoro e guadagno.

Tenendo in considerazione quali punti in particolare? Approfondiamo.

Riforma del diritto d’autore: non è solo questione di copyright

Finora la riforma del diritto d’autore si è concentrata sul come:

  • garantire le modalità di fruizione, libero accesso e condivisione delle informazioni da parte degli utenti,
    tutelare interessi e guadagni degli editori,
  • ridimensionare l’impatto e il monopolio dei grandi aggregatori di notizie e multinazionali
  • combattere il proliferare di bufale e fake news.

Nel tentativo di accontentare la libera condivisione e la fruizione gratuita dei contenuti, la normativa del copyright ha formulato delle possibili soluzioni che hanno ottenuto effetti che portano più a una forma di censura che di tutela della filosofia di base del web.

Aziende digitali e copyright: incertezze e proposte, in sintesi

Gli articoli 11 e 13 hanno fatto arrabbiare tutti  e questo ha fatto sì che Wikipedia rispondesse per le rime oscurando tutti i contenuti raccolti dalla piattaforma, gestita in collettività. A ciò si aggiunge anche la preoccupazione delle aziende che, secondo quanto riportato su Agenda Digitale, vedono nella normativa sul copyright formulata a Bruxelles come una minaccia agli equilibri vigenti in quello che è un vero e proprio ecosistema. In particolare, l’applicazione del diritto d’autore online non tiene conto del fatto che:

  • i settori industriali e professionali presenti si muovono in maniera differente rispetto ai mercati tradizionali,
  • le attività di piattaforme dedite alla condivisione e alla diffusione dei saperi verrebbero limitate nel loro ruolo di fornire risposte agli squilibri determinati dalla Disruption Digitale,
  • i contenuti digitali sono strumenti che possono aprire nuovi mercati e stimolare l’innovazione,
  • il neighbouring right, strutturato a favore degli editori, penalizza fortemente la pluralità di informazioni offerta dalle piccole realtà digitali e di conseguenza la libertà di condivisione.

Per favorire il corretto e sano sviluppo dell’ecosistema digitale, le aziende digitali chiedono alla Commissione Europea di formulare un copyright adottando un approccio che:

  • sia più ampio e lungimirante nei confronti delle nuove realtà e professionali esistenti,
  • si soffermi di più sui punti più obsoleti del diritto d’autore,
  • limiti la mole di obblighi e responsabilità a carico dei servizi di informazione e comunicazione per favorire dei modelli di tutela a registrazione che tengano conto dei bisogni degli autori e non solo degli editori,
  • semplifichi e abbassi i costi riguardanti i diritti d’autore,
  • educhi sulle buone pratiche online come se ci si muovesse in un contesto offline,
  • tenga traccia dei flussi monetari per disincentivare la pirateria,
  • crei le condizioni ideali per incoraggiare la collaborazione tra tutti i soggetti che operano nel digitale come da esempio offerto dal regolamento Agcom,
  • si orienti verso tecnologie più sicure come la blockchain.

Si tratta dell’unico approccio auspicabile per dissipare le preoccupazioni delle aziende digitali ma, data l’ampia gamma di tematiche e incognite da tener in considerazione, questo non impedisce di ridurre le incertezze connesse ai rischi dell’innovazione anche se è un obiettivo fattibile per tutelare la libera condivisione.

E tu, che ne pensi? Preoccupato?

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