Propaganda russa su Facebook: scopri se anche tu sei stato esposto

Forse non ti sarà sfuggito il dibattito di questi giorni sulla questione della propaganda russa durante le elezioni americane: pare infatti che, stando alla fazione democratica statunitense, i russi abbiano manipolato le elezioni americane diffondendo messaggi di odio contro Hillary Clinton, favorendo l’ascesa del concorrente Donald Trump.
Prima di cimentarci in ipotesi di complottismo e di analisi di politica internazionale che non sono di nostra competenza: soffermiamoci su un aspetto:
è davvero possibile essere influenzati, da utenti, quando ci si imbatte in messaggi sui social che screditano un candidato alle elezioni?

Fonte: Agi.it

A quanto pare sì, o meglio, di questo sono convinti tre società che analizzano il comportamento degli utenti dei social: Data for Democracy, Factual democracy e New Knowledge, che insieme hanno ideato la piattaforma Facebook EXPOSED.

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Facebook EXPOSED: dimmi come la pensi e ti dirò se sei stato influenzato dalla Propaganda russa

In poche parole, su Facebook EXPOSED si spiega il ragionamento che hanno seguito gli ideatori del progetto: secondo il Wall Street Journal più di 10 milioni di utenti hanno visto gli annunci russi che avrebbero monipolato le elezioni, e le nuove rivelazioni di questa settimana ci dicono che gli utenti raggiunti da questa operazione velenosa sono stati 120 milioni.
Tecnicamente la piattaforma nasce per lo più per cittadini americani, perché sono stati loro i bersagli della propaganda russa (in questo caso specifico).

Ma può essere interessante fare un esperimento anche se non si è americani, e rispondere alla domanda che ci pone la piattaforma: basta scegliere una tra quattro posizioni politiche ben precise (favorevole alle armi, sostenitore dei diritti LGBTQ, sostenitori di Blaxk Lives Matter, favorevoli alla costruzione di un muro al confine con il Mexico), e si avrà un riassunto di che tipo di strategia comunicativa, messa in atto dalla propaganda russa, sia stata messa in atto con i cittadini americani che la pensano come noi.

Insomma, sembrerebbe uno scenario preoccupante: se fosse vero, dovremmo aspettarci di ricevere una propaganda simile quando sarà il turno delle nostre elezioni? E se questo stesse già accadendo e noi non ce ne siamo ancora accorti?

Una cosa è certa: questo tipo di fenomeno, anche se sembra il contrario, è esattamente il nemico numero uno della libera informazione: dobbiamo imparare a fidarci delle fonti a prescindere da quanto ci possa sembrare credibile il contenuto, perché spesso molti contenuti che vediamo vogliono colpirci dove siamo più deboli, cioè sui nostri ideali politici più viscerali.

La vera libertà di informazione non è cascare nella propaganda russa studiata a tavolino, anche quando è di origine americana o italiana: la libertà d’informazione significa tutelare la pluralità di pensiero, e noi dobbiamo continuare a lottare per questa pluralità.

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