le nuove regole sul copyright sono un pericolo per i piccoli editori ed i consumatori

Ancillary Copyright: perchè serve capire cos’è?

Posted on 21 Mag 2018
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Capita spesso di imbattersi nel cd. Ancillary Copyright ed è forse arrivato il momento di capirci qualcosa in più perché finirà inevitabilmente per condizionare il nostro comportamento da utenti del web e il nostro modo di fruire informazioni e notizie reperite sui motori di ricerca.

Com’è nato l’Ancillary Copyright?

Letteralmente l’Ancillary Copyright può essere tradotto come diritto d’autore ancillare, cioè, supplementare al diritto d’autore pieno, che viene normalmente tutelato.

Il diritto d’autore ancillare è quello che riguarda in particolare gli articoli, o meglio le preview degli articoli, che appaiono poi in rete negli aggregatori di notizie, tipo Google news. 

Diciamoci la verità, capita a tutti di soffermarsi su una notizia leggendo anche soltanto quelle prime due righe di preview, vero? 

Ebbene, secondo qualcuno, anche quelle poche righe rientrano nel diritto di un autore (o di un editore), e proprio per questo devono essere ricompensate.

Tutto sommato, è stato detto, anche se si tratta di poche battute, si tratta comunque di un’attività intellettuale creativa. Come tale deve essere economicamente valutata e valorizzata.

Ed è stato detto, per la prima, nel 2012 in Germania, dove sul tema è stata proposta una normativa nazionale.

Questioni pratiche sul diritto d’autore ancillare

Come in ogni regolamentazione che si rispetti, è necessario contemperare i diversi interessi in campo affinché non vi sia una netta frattura tra vincitori e vinti, tra chi ha solo obblighi e chi ha solo diritti. 

Nel mondo in costante espansione di internet questo problema emerge spesso e volentieri, perché ognuno cerca di accaparrarsi quanto più spazio possibile.

Nel caso dell’Ancillary Copyright ci sono più fronti contrapposti. 

Da un lato è necessario prevedere un giusto compenso per le opere che sono frutto di un’attività creativa e intellettuale e come tali ricoperte dal diritto d’autore. Poco importa se l’opera sia citata integralmente o solo in parte. 

Dall’altro è obiettivo che prevedere la concessione di una licenza potrebbe comportare una limitazione della produzione e diffusione di contenuti intellettuali in rete. 

Questo è quello che accade, per esempio, se non viene concessa la licenza di riprodurre le news, che quindi non circolano liberamente.

Ed è anche chiaro che rispettare certe formali procedure (richiesta di licenza-concessione di licenza) comporta un rallentamento della pubblicazione. 

E si sa, sopratutto se si tratta di notizie, l’immediatezza della loro accessibilità e la totale libertà della circolazione sono tutto!

Digital Single Market: il diritto d’autore nel mercato unico digitale

Sul punto sta provando ad intervenire l’U.E. a livello legislativo.

In realtà l’Unione Europea era già stata chiamata in causa sempre da mano tedesca.  Un tribunale berlinese ha rinviato alla Corte di Giustizia europea la risoluzione di una questione di concorrenza sleale, insorta tra editori tedeschi e il colosso della rete Google, che non voleva pagare alcun diritto d’autore per le notizie pubblicate.

L’U.E. ha quindi deciso di risolvere la questione con una proposta di Direttiva, la cd. Digital  Single Market.  Nella direttiva si dichiara l’intento di raggiungere “un giusto equilibrio tra i diritti e gli interessi degli autori e degli altri titolari di diritti, da un lato, e gli utenti, dall’altro.”

Diritto ad essere ricompensati per la propria opera intellettuale da un lato. Diritto ad avere accesso alle informazioni e alle notizie dall’altro.

È corretto prevederlo sia per aiutare a sostenere il settore editoriale e giornalistico, sia per evitare uno sfruttamento economico delle altrui opere intellettuali che rischiano di restare prive di remunerazione.

Diversi Paesi hanno già definito con leggi nazionali la questione, proteggendo il diritto d’autore nella sua totalità. 

Anche la Spagna si è schierata con la Germania, al punto da provocare la chiusura di Google news sul territorio iberico.

E questo è il motivo per cui si è attivato il legislatore europeo, cioè per trovare un’armonizzazione comune che riguardi tutta l’Unione Europea, onde evitare diversità di trattamenti dei diritti. Pericolo verosimile visto che la rete non ha, di fatto, confini geografici.

Mini glossario di Ancillary Copyright

I termini più diffusi, quando si parla di questo argomento sono:

Ancillary Copyright

lett. diritto d’autore ancillare. Si riferisce al diritto d’autore supplementare che riguarda solo una parte di opera, notizia o informazione che riceve comunque diffusione in rete

Digital Single Market 

Proposta di direttiva del Parlamento europeo e del consiglio sul diritto d’autore nel mercato unico digitale, che si occupa, tra l’altro, di licenza ed equo compenso nel caso di ancillary copyright

Google Tax

È così soprannominato l’equo compenso che spetterebbe ad editori ed autori per lo sfruttamento anche solo di parte di una notizia ricoperta dal diritto d’autore nella sua interezza.

Link Tax

È un altro modo per definire la tassa che google e gli altri aggregatori di notizie dovrebbero pagare ad autori ed editori per pubblicare anche solo parte delle loro opere.

Digital Single Market

Proposta di direttiva europea sul diritto d’autore nel mercato unico digitale

Insomma, qui si sta parlando del modo in cui noi tutti possiamo avere nel futuro accesso alle informazioni attraverso la rete.

Vuoi continuare ad informarti liberamente? Firma la nostra petizione per impedire alla direttiva europea sull’Ancillary Copyright di non farci più condividere link online!

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